Pubblicato il 04/12/17

Come stiamo? - 1

Come evolve lo stato di salute dell’umanità? Negli ultimi mesi diverse organizzazioni hanno prodotto documenti che affrontano il tema, pur se da diversi punti di vista. Abbiamo informazioni dal Global Burden of Diseases (GBD), uno studio sullo stato di salute del mondo che coinvolge più di 700 scienziati e istituzioni di quasi tutti paesi del mondo. Ha pubblicato un report l’Organizzazione Mondiale della Sanità (in Inglese, WHO) e infine anche l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha prodotto un documento relativo ai paesi membri. Ne approfittiamo per portare all’attenzione dei lettori di 500WORDS le notizie di maggiore interesse generale, mediante una miniserie di tre note che pubblicheremo nei prossimi mesi. Quella odierna, la prima, è prevalentemente basata sul report del GBD di cui abbiamo già pubblicato un precedente resoconto (http://www.fivehundredwords.it/post/it-la-salute-nel-mondo). (vt)
L’ultimo report del GBD (Global Burden of Diseases), pubblicato pochi mesi addietro sul Lancet, riporta i dati riguardanti le aspettative di vita e il rischio delle maggiori patologie nel periodo 1996-2016 in quasi 200 paesi. Il dato da cui partire è che nel 2016 ci sono stati 129 milioni di nascite e 55 milioni di morti. Ulteriore evidenza che la popolazione mondiale continua a crescere. La buona notizia è che, nelle ultime cinque decadi, il tasso di mortalità decresce in tutti i gruppi d’età considerati nello studio. Per esempio, nel 2016 per la prima volta il numero di bambini morti entro i cinque anni d’età è sceso sotto la soglia dei 5 milioni. Il dato è terribile ma è migliore di quello del 2015 che ha registrato quasi 6 milioni di morti (dato Organizzazione Mondiale della Sanità, WHO).

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Autore/i

  • Vincenzo Trischitta

    Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

    Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

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