Pubblicato il 23/11/15

Lo sporco gioco delle frodi scientifiche

Ero un giovanissimo ricercatore e ad uno dei miei primi congressi durante una relazione mi accorsi che un’immagine relativa all’analisi di alcune proteine cellulari era la stessa, ma presentata all’incontrario, di una immagine mostrata poche diapositive prima. “Ma come”, mi chiesi, “..ma allora i ricercatori…imbrogliano? Ma se il nostro lavoro consiste nello scoprire le verità che non conosciamo, che senso ha tutto ciò?”. Mi tranquillizzai (ne avevo proprio bisogno!) dicendomi che questa doveva rappresentare un’eccezione in un mondo che immaginavo integerrimo. Purtroppo, non ci volle molto tempo per dover ammettere che così non era. E nel corso degli anni la situazione è peggiorata perché ormai o pubblichi molto o ti scordi carriera e fondi per finanziare altri studi. E l’Italia, purtroppo, è uno di quei Paesi dove il ”publish or perish” è stato declinato nel peggiore dei modi decidendo di valutare i ricercatori secondo indici prevalentemente quantitativi. Per fortuna qualcosa si muove, anche se solo per iniziative personali; con un silenzio assordante delle Istituzioni che, invece, sarebbero preposte al controllo della veridicità dei dati scientifici. Godiamoci con la nota odierna una rivisitazione del problema da parte di Enrico Bucci, che a questo problema ha recentemente dedicato un saggio divulgativo  “Cattivi scienziati” edito da Add Editore. La stessa nota è anche pubblicata su https://cattiviscienziati.wordpress.com/. Ah, a proposito: il furbo dell’immagine farlocca di cui m’accorsi da giovane ha fatto una splendida carriera nelle università italiane! (vt)
Immaginate un sistema con circa 10.000.000 agenti in competizione per le stesse (limitate) risorse. Ciascun agente può sparire se non è abile a procurarsele, così come può prosperare se identifica una strategia di successo. Ammettiamo che il diritto ad ottenere risorse sia stabilito da un sistema unico, che premia quegli agenti che ottengono l’apprezzamento del maggior numero dei colleghi per un particolare tipo di prodotto, e che conti anche il numero di prodotti.

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Autore/i

  • Enrico M. Bucci
    Enrico Bucci, Ph.D. in Biochimica e Biologia molecolare, è stato ricercatore presso l’istituto IBB (CNR) fino al 2014. Dal 2006 al 2008 ha diretto il gruppo R&D al Bioindustry Park del Canavese. Nel 2016 ha fondato Resis Srl, azienda dedicata alla promozione dell’integrità della ricerca scientifica pubblica e privata. E’ professore aggiunto alla Temple University di Philadelphia presso il dipartimento di Biotecnologie. Il suo lavoro nel campo dell’integrità scientifica è apparso su diverse riviste nazionali e internazionali, inclusa Nature ed è stato premiato a Washington nel 2017 con il “Giovan Giacomo Giordano NIAF Award for Ethics and Creativity in Medical Research”.

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Il virus buono
Di Guido Silvestri - Rizzoli (2019)

Si parla di scienza in generale e non solo di virus. E si parla anche della vita di un uomo che, certo, è uno scienziato, ma non solo. E qui e lì compaiono le vite di altri uomini, pazienti, medici, ricercatori. Storie interessanti e ben descritte che hanno riempito piacevolmente buona parte di un lungo viaggio di trasferimento. (vt)

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Le bufale, i ciarlatani, i creduloni e il ruolo del WEB male utilizzato. C’è un mondo incredibile e terribile dentro il libro di un giornalista che ha fatto della lotta alla cattiva scienza biomedica il proprio tratto distintivo. Non le manda a dire il nostro ma lo fa con leggerezza, così come si fanno le cose serie. (vt)

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