Pubblicato il 05/02/18

Genetica e medicina di precisione: si puo' migliorare il futuro studiando la nostra “storia biologica”?

Negli USA gli effetti collaterali dei farmaci rappresentano uno dei principali motivi di ricovero ospedaliero. Sarebbe bello sapere chi è maggiormente a rischio di sviluppare effetti collaterali durante il trattamento di un dato farmaco così da evitarne la somministrazione. Ma anche con gli effetti benefici dei farmaci, non va meglio. Infatti, l’efficacia dei vari farmaci varia da paziente a paziente; lo stesso farmaco può essere molto efficace in un paziente e poco efficace, o del tutto inefficace, in un altro. Bel problema, perché i medici oggi non possono che prendere decisioni sulla base degli effetti medi. Ma la media di un fenomeno è quel concetto per cui se Giovanni ha mangiato due polli e Francesco nessuno, si dice che, in media, si è consumato un pollo a persona; ma Giovanni è satollo e Francesco…muore di fame. Insomma, ci vorrebbe molta più precisione nel determinare l’efficacia e gli effetti collaterali dei farmaci. Ed ecco che, a poco a poco, si fa strada la “medicina di precisione”. (vt)
Tutti, per esperienza diretta o indiretta, abbiamo probabilmente assistito in almeno un’occasione al fallimento di una terapia. Alcuni trattamenti, o strategie preventive, funzionano molto bene nella maggior parte delle persone, altri invece sono caratterizzati da una risposta più variabile. Cercare di comprendere e sfruttare questa variabilità è un aspetto fondamentale della “medicina di precisione”, che vede tra i suoi obiettivi quello di ottimizzare la terapia medica selezionando le persone con la più alta probabilità di trarne beneficio (e col minor rischio di sviluppare effetti collaterali).

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Autore/i

  • Mario Luca Morieri

    Mario Luca Morieri è medico specialista in Medicina Interna. Ha lavorato come ricercatore al Joslin Diabetes Center – Harvard Medical School di Boston, dove si è prevalentemente occupato di studi di genetica e farmacogenomica in ambito di prevenzione cardiovascolare. Attualmente è assegnista di ricerca presso l’Università di Ferrara ed è membro del coordinamento giovani ricercatori della Società Italiana per lo Studio della Aterosclerosi.

 

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Verrà pubblicato il 05/03/18

Come stiamo? Notizie dal mondo sulla nostra salute – 2

Nel mondo l’aspettativa di vita alla nascita calcolata nel 2015 era pari a 71,4 anni (69.1 negli uomini, 73,8 nelle donne); un aumento di circa 3 anni ogni decade a partire dal 1950. Aumento che si conferma anche negli anni più recenti con un aumento di circa 5 anni dal 2000. Ciò non è solo derivato da una minore mortalità nei primi periodi della vita; infatti, è migliorata anche l’aspettativa di vita degli ultrasessantenni. Ovviamente questa è la media mondiale ma le differenze fra varie regioni del mondo sono clamorose e così si va da un’aspettativa di vita pari a 50 anni nella Sierra Leone e di quasi di 84 anni in Giappone. Più in generale, l’aspettativa di vita è superiore agli 82 anni in 12 paesi al mondo (tra cui l’Italia) e inferiore ai 60 anni in ben 22 paesi, tutti dell’area subsahariana.
 
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