Pubblicato il 04/01/21

Vaccinazione anti-COVID-19. Perche' fra i parametri per determinarne le priorita' di somministrazione non c'e' il "rischio sociale" di ammalarsi e morire?

      È cominciata la vaccinazione per proteggerci dalla COVID-19 secondo una lista di priorità emanata dal nostro Ministero della Salute. Pur se la lista è, in generale, molto ragionevole, si discute sul se e come migliorarla ma nessuno pare aver notato la mancanza di un elemento centrale: la valutazione del “rischio sociale” di ammalarsi e morire per determinare la priorità di vaccinazione. Ed è una mancanza grave perché il “rischio sociale”, da solo, incide sulla nostra salute più di qualunque altro parametro clinico ed epidemiologico (1). Non proteggere i componenti più fragili della società non è solo ingiusto ma è anche dannoso perché aumenta il rischio pandemico con conseguenze sanitarie ed economiche per l’intera comunità. La scienza e la conoscenza non sono direttamente responsabili delle decisioni politiche ma dovrebbero guidarle. (vt)
 
C’è una ragionevole lista di priorità per le vaccinazioni anti-COVID-19 e non mancano proposte ragionevolmente alternative. Per esempio, invece di cominciare dagli anziani (certo, a maggior rischio di morte ma anche a minor rischio di contagiare altri) sarebbe meglio cominciare dai giovani, che per il loro stile di vita sono i maggiori propagatori dell’infezione, soprattutto a danno dei nonni con cui convivono? Oppure, come mai i dentisti sono in fondo alla lista dei professionisti sanitari? Insomma, com’è ragionevole quando i dati scientifici sono ancora provvisori, si dibatte.

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Autore/i

  • Vincenzo Trischitta
     
     

    Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica e l’epidemiologia del diabete e delle sue complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo. E’ tra i fondatori, nel 2019, del Patto Trasversale per la Scienza. Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

 

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