E' stato pubblicato il 12/10/20

In tempi di COVID-19 e' importante vaccinarsi contro l’influenza. Ma i vaccini ci sono?

 

Per reggere meglio l’urto del COVID-19, il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione antinfluenzale a tutti i soggetti sopra i 6 mesi di età che non abbiano specifiche controindicazioni. Ma il vaccino ci sarà per tutti? La Fondazione GIMBE ha condotto un’analisi indipendente sulla reale disponibilità dei vaccini antinfluenzali nel nostro paese che volentieri pubblichiamo.

Nino Cartabellotta

Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

E' stato pubblicato il 05/10/20

Diabetici (e diabetologi), non lasciatevi influenzare!

 
Di vaccini e dell’importanza di vaccinarsi si è già discusso http://www.fivehundredwords.it/argument/it-laffaire-vaccini-un-problema-di-responsabilita-individuale-e-di-fiducia e anche http://www.fivehundredwords.it/argument/it-laffaire-vaccini-in-eta-pediatrica-ignoranza-e-sciatteria ma si avvicina l’inverno, per giunta in compagnia del COVID-19 e tornare a parlarne, soprattutto per i soggetti a rischio o fragili, può essere utile.
Marina Valenzano

Marina Valenzano è medico specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo. Attiva particolarmente nell’ambito delle tecnologie per la cura del diabete mellito, attualmente collabora su progetti di ricerca ed assistenziali con il servizio di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo ed il Dipartimento di Scienze Mediche presso la Città della Salute e della Scienza di Torino.

E' stato pubblicato il 21/09/20

La salute dell'uomo e' un tutt'uno con quella del pianeta

E’ necessaria una visione globale (olistica) della salute dell’uomo a tutte le latitudini e del pianeta intero. Vuol dire capire che la nostra salute non è indipendente da quella degli altri esseri che vivono sulla Terra, siano essi animali o vegetali. Il che ci riporta dritti alla questione dell’ambiente ed ai rischi ecologici che il nostro modello di sviluppo ha creato. Pochi decenni addietro, concetti come questi sarebbero stati tacciati come tipici di una cultura sinistroide ed alternativa. Adesso rappresentano la dura realtà che solo modeste frange di irresponsabili estremisti si permettono di negare.

Vincenzo Trischitta

Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

E' stato pubblicato il 31/08/20

Il diabete oggi in Italia. Sicuri che stiamo facendo tutto cio' che serve?

Il diabete è una delle malattie più frequenti al mondo e tra quelle con il maggior impatto sulla qualità e sulla durata della vita. Inevitabilmente, è anche una di quelle malattie con i maggiori costi economici. Diamo un’occhiata a cosa succede in Italia, saperlo è importante per correre ai ripari.
Vincenzo Trischitta

Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

E' stato pubblicato il 03/08/20

La Medicina difensiva: un potenziale rischio per il paziente e per l’intero sistema sanitario

Ci siamo già interessati della medicina difensiva alcuni anni addietro, prima con http://www.fivehundredwords.it/argument/it-quando-il-troppo-stroppia-troppa-medicina-fa-male e poi con http://www.fivehundredwords.it/argument/it-less-is-more-il-caso-delle-quantita-di-farmaci-prescritti ma il problema rimane invariato ed anzi, in tempi di COVID—19, probabilmente si è ulteriormente esacerbato. Allora torniamoci sopra, stavolta con il punto di un giurista.
Luciano Butti
Luciano Butti, avvocato, insegna diritto internazionale dell'ambiente all'Università di Padova. In passato è stato magistrato per 13 anni e, nel 2007, Visiting Scholar presso l'Università di Cambridge e il Clare Hall College. Si occupa da sempre dei legami fra diritto, scienza e nuove tecnologie, tanto in pubblicazioni accademiche che nella divulgazione.Ritiene che, sempre nel rispetto dei diversi ruoli, occorra 'più scienza' nelle decisioni dei giudici e della politica.
E' stato pubblicato il 24/07/20

E tre: stavolta a bacchettare Trump ci pensa l'associazione degl’immunologi americani

Pare the Trump mal sopporti i suggerimenti di Antony Fauci, lo scienziato che lui stesso si è scelto per essere aiutato nella gestione del COVID-19. Niente di nuovo, anche da noi alcune forze politiche, segnatamente in alcuni dei loro esponenti, sono chiaramente insofferenti ai suggerimenti del mondo della scienza, anche quando provengono da organismi ufficialmente coinvolti nella gestione dell’epidemia. Solo che da noi alcuni scienziati hanno deciso di fare i fenomeni e pur se con pochi dati nelle mani avanzano teorie basate su ipotesi a volte bizzarre e, spesso, non dimostrabili. Per favore, basta!
Guido Poli
Guido Poli è Professore Ordinario di Patologia Generale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha cominciato a fare ricerca su HIV/AIDS nel 1983 presso l’Istituto “Mario Negri” di Milano. Dal 1986 al 1993 ha lavorato a Bethesda (USA) al National Institute of Allergy and Infectious Diseases diretto da Anthony S. Fauci, leader mondiale nella lotta alle malattie infettive. Nel 1994 fonda, insieme ad Elisa Vicenzi, l’Unità d’Immunopatogenesi dell’AIDS all’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano dove tutt’ora entrambi lavorano.
E' stato pubblicato il 18/06/20

Lettera ai ricercatori in epoca di COVID-19

C’è stata una gran confusione sul COVD-19 e forse non poteva essere altrimenti. Nessuno era preparato a un’evenienza del genere e commettere errori nel prevedere l’evoluzione della malattia, nel dare consigli nel trovare rimedi era inevitabile. Però, poiché dagli errori s’impara, adesso è importante che di questi errori si parli, altrimenti restano inutili. La nota di oggi è un rimprovero costruttivo e pacato a molti clinici e ricercatori, a come si sono offerti ai media a come si sono confrontati con idee diverse. Speriamo che serva a far meglio la prossima volta.
Francesca Ulivi
Giornalista professionista, Direttore Generale e Comunicazione della Fondazione Italiana Diabete (www.fondazionediabete.org) e Chief Communication Officer di #iamhere, network internazionale che combatte “hate speech” e “fake news” sui social nel mondo. È stata Direttore Responsabile dei telegiornali di Mtv, Paramount Channel e Spike Channel ed ha lavorato in MEDIASET, Rai, Tele+, ANSA. Ha vinto numerosi premi per il giornalismo televisivo e per la Corporate Social Responsibility, tra cui, nel 2011 il Premio Ilaria Alpi per un reportage sulla rivoluzione in Libia.
E' stato pubblicato il 15/06/20

Le regole della conoscenza scientifica che a volte vengono tradite.

Il fine di 500WORDS è di contribuire a far crescere la cultura della scienza. Ne parliamo fin dall’inizio di questa attività http://www.fivehundredwords.it/argument/it-la-scienza-e-lapproccio-scientifico-sono-fighi e ogni tanto ci torniamo come su http://www.fivehundredwords.it/argument/it-scienza-e-societ oppure su http://www.fivehundredwords.it/argument/it-ma-nel-nostro-paese-la-ricerca-interessa-davvero-a-qualcuno e ancora su http://www.fivehundredwords.it/argument/it-capirne-di-scienza-e-un-imperativo-per-societa-evolute. La nota di oggi ci descrive quali sono le regole della conoscenza scientifica. A noi sembrano delle ottime regole per tutti i settori della conoscenza.
Lorenzo Piemonti
Lorenzo Piemonti, è professore di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Visiting Professor alla Vrije Universiteit di Brussel. Ricopre attualmente il ruolo di Direttore del Diabetes Research Institute dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Ha esperienza internazionale nel campo della ricerca biomedica e clinica nel diabete e nella pancreatologia, con particolare interesse nella medicina rigenerativa.
E' stato pubblicato il 01/06/20

Diseguaglianza e salute

Le diseguaglianze sono odiose sempre, in qualunque campo della nostra vita ma in alcuni ambiti lo sono ancora di più come, per esempio, quando incidono sul diritto alla salute. Ne abbiamo già parlato qualche anno addietro http://www.fivehundredwords.it/argument/it-la-salute-diseguale-la-sfida-di-un-mondo-ingiusto. Ci torniamo grazie ad una recente analisi delle diseguaglianze nel continente americano e perché le diseguaglianze sono esplose durante la crisi del COVID-19.
Vincenzo Trischitta

Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

E' stato pubblicato il 18/05/20

SARS-CoV2: Attila o Frankenstein?

Ai tempi del Coronavirus, se ne sono sentite di tutti i colori ed anche in tutte le direzioni. Da una parte era inevitabile perché il nuovo virus era ignoto e la sua conoscenza è ancora molto misera. Dall’altra parte, però, si è manifestato uno dei peggiori difetti dei nostri tempi: un esasperato bisogno di divedersi in fazioni, di polarizzare la società in cui viviamo, anche quando proprio non se ne vede la necessità. Anche sul coronavirus!
Maurizio Margaglione

Maurizio Margaglione, medico ricercatore, insegna Genetica Medica presso l’Università degli Studi di Foggia. Autore di numerosi articoli su riviste internazionali, dirige il Servizio di Genetica Medica dell’AOU “Ospedali Riuniti” di Foggia.

E' stato pubblicato il 11/05/20

Lo stigma dell’obesita'

Viviamo in uno strano mondo dove mentre circa 800 milioni d’individui soffrono la fame, e di fame muoiono ogni giorno circa 24 mila persone, contemporaneamente un miliardo e mezzo di persone pesano più di quanto dovrebbero (sovrappeso o obesi), aumentando così il rischio di ammalarsi di problemi cardiorespiratori, di diabete, di cancro. Ma per questi ultimi i problemi non sono finiti, perché vengono pure stigmatizzati, messi all’indice, condizione che aumenta il loro disagio psichico e fisico. Parlarne può aiutare.
Cristina Parrino
Cristina Parrino, medico specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, ha esperienza nazionale e internazionale nella gestione clinica di pazienti con malattie endocrine, nella ricerca e nell’industria farmaceutica. Svolge attività di diabetologo volontario presso INTERSOS 24 a Roma e FAND sede di Milano. Dal 2019 è Medical Editor dell’area Endo-Diabete della rivista “Medici Oggi” della Casa Editrice Springer.
E' stato pubblicato il 04/05/20

Determinazione degli anticorpi nell’infezione da COVID-19

Oggi parte la fase 2, anche se ancora non sappiamo bene come l’andamento epidemiologico sarà monitorato. Un’arma invocata molto frequentemente è la determinazione nel siero degli anticorpi circolanti contro il coronavirus. Ma come stanno le cose?
Lucia Lopalco
Lucia Lopalco è ricercatrice presso l’Ospedale San Raffaele di Milano. Si è sempre occupata di interazione tra il virus e l’ospite ed in particolare della ricerca di correlati immunologici sistemici e mucosali in grado di bloccare l’infezione da HIV. Dirige il laboratorio di Immunobiologia di HIV presso l’Ospedale San Raffaele. E’ autore di più di 100 lavori scientifici su riviste internazionali.
E' stato pubblicato il 27/04/20

Ascolto psicoanalitico ai tempi del coronavirus

La COVID-19 ha una serie di effetti negativi sulla salute della popolazione che vanno oltre le gravi complicanze respiratorie degli affetti. Diventa infatti sempre più probabile che un numero non modesto di pazienti cardiopatici o oncologici non si stia recando in ospedale per gli accertamenti e le cure del caso per paura dei contagi. E poi ci sono i problemi di ordine psicologico come ansia, senso di depressione, bisogno di aiuto e di ascolto che può interessare ampi strati della popolazione. Per questo motivo, l’associazione “Crisis text line”, già operativa in tempi normali in US, Canada, UK e Irlanda ha incrementato le capacità di ascolto per telefono, messaggi o Facebook 24 ore al giorno, tutti i giorni (https://www.crisistextline.org). La nota di oggi descrive l’aiuto offerto in Italia dalla Società Psicanalitica Italiana. Sulla psicanalisi, su suoi confini incerti tra la medicina e altre branche del sapere, sulla sua probabile impossibilità ad eleggere a sistema la medicina basata sulle evidenze si possono avere le idee più varie ma qui il tema è la disponibilità ad offrire sostegno gratuito in un momento di grave emergenza. Un modo di difendere la comunità cui si appartiene.
Ornella Filograna
Ornella Filograna, medico psichiatra, psicoanalista appartenente alla Società Psicoanalitica Italiana (SPI), ha lavorato nei servizi psichiatrici pubblici fin dall'avvento della legge 180 che decretò la chiusura dei manicomi. Nel Centro di Psicoanalisi Romano (una delle sezioni locali della SPI) è referente per il Centro di Consultazione e Terapie Psicoanalitiche ed attualmente per il Servizio di ascolto e consulenza psicoanalitico.
E' stato pubblicato il 19/04/20

Telemedicina: la medicina a casa tua

Dicono che niente sarà più come prima, dopo la COVID-19. E alcune cose potrebbero essere anche migliori. Per restare a quelle di ordine pratico, molte attività potrebbero essere svolte, almeno in parte, da remoto, risparmiando tempo e stress e riducendo inquinamento e sfruttamento di risorse. In alcuni casi, le attività da remoto potrebbero anche rendere più fruibili alcuni servizi, non esattamente facili da ottenere a causa di distanze fisiche difficili da colmare, soprattutto se in tempi contingentati. A questa categoria fa, per esempio, riferimento la telemedicina di cui tratta la nota odierna.
Marina Valenzano

Marina Valenzano è medico specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo. Attiva particolarmente nell’ambito delle tecnologie per la cura del diabete mellito, attualmente collabora su progetti di ricerca ed assistenziali con il servizio di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo ed il Dipartimento di Scienze Mediche presso la Città della Salute e della Scienza di Torino.

E' stato pubblicato il 13/04/20

Salute o lavoro?

La pandemia di COVID-19 pone nuovi problemi di organizzazione sociale o riporta alla giusta attenzione alcuni di quelli già noti ma mai risolti. Uno tra i più importanti si riferisce alla scelta fra diritti che, se pur legittimi, entrano tra loro in conflitto in alcune circostanze. E quando uno dei diritti è quello alla salute si sta davvero in bilico su un filo sospeso nel vuoto. Il dilemma fra salute e privacy viene discusso in una delle due "letture consigliate" che si riferisce ad un articolo di Yuval Noah Harari (http://www.fivehundredwords.it/letture-consigliate). In questa nota, invece, affrontiamo il dilemma fra salute e lavoro, argomento spinosissimo e molto dibattuto negli ultimi anni (per esempio a proposito della faccenda ILVA) che ora torna di prepotenza nel dibattito pubblico a causa della COVID-19.
Luciano Butti
Luciano Butti, avvocato, insegna diritto internazionale dell'ambiente all'Università di Padova. In passato è stato magistrato per 13 anni e, nel 2007, Visiting Scholar presso l'Università di Cambridge e il Clare Hall College. Si occupa da sempre dei legami fra diritto, scienza e nuove tecnologie, tanto in pubblicazioni accademiche che nella divulgazione.Ritiene che, sempre nel rispetto dei diversi ruoli, occorra 'più scienza' nelle decisioni dei giudici e della politica.
E' stato pubblicato il 25/03/20

COVID-19 e mancata protezione degli operatori sanitari: un boomerang letale

Li chiamiamo eroi, i nostri professionisti sanitari (medici, infermieri, farmacisti, etc.). Li applaudiamo dalle finestre, qualcuno li propone per il Nobel per la pace ma poi non siamo riusciti a proteggerli dal COVID-19. Nessuno si scorda che mancava l'esperienza per contrastare adeguatamente una valanga del genere ma si chiede che quanto accaduto insegni qualcosa per il futuro. La nota di oggi si riferisce soprattutto alla carenza dei dispositivi di protezione e all’esecuzione dei tamponi, ma si potrebbero aggiungere anche altre considerazioni sull’aiuto che in occasioni come queste si dovrebbe garantire ai professionisti sanitari, come supporto psicologico, alloggi temporanei, facilitazioni negli spostamenti e negli approvvigionamenti di beni di prima necessità, aiuto nella gestione di parenti malati o non indipendenti e tanto altro ancora. Ricordiamocelo per esser pronti per una prossima volta.
Nino Cartabellotta

Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

E' stato pubblicato il 23/03/20

Il finanziamento della ricerca scientifica sulle malattie virali in Italia – Impariamo dal COVID-19 per un futuro migliore

Si legge della speranza che questa negativa esperienza della COVID-19 possa farci riflettere così da rimediare ad errori precedenti sulle priorità da dare alla nostra organizzazione sociale. Da ottimista patologico (non è mia!), credo possa essere vero. Una delle priorità che il nostro Paese non si è mai dato è un adeguato investimento sulla ricerca scientifica. La nota di oggi fa il punto sulla ricerca nel campo delle malattie virali che ha sofferto particolarmente del problema ma le raccomandazioni e gli auspici possono essere estesi a tutti i settori della ricerca scientifica che, incredibilmente, è stata poco finanziata.
Guido Poli
Guido Poli è Professore Ordinario di Patologia Generale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha cominciato a fare ricerca su HIV/AIDS nel 1983 presso l’Istituto “Mario Negri” di Milano. Dal 1986 al 1993 ha lavorato a Bethesda (USA) al National Institute of Allergy and Infectious Diseases diretto da Anthony S. Fauci, leader mondiale nella lotta alle malattie infettive. Nel 1994 fonda, insieme ad Elisa Vicenzi, l’Unità d’Immunopatogenesi dell’AIDS all’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano dove tutt’ora entrambi lavorano.
E' stato pubblicato il 16/03/20

COVID19 – Descrizione di un nuovo patogeno e di una nuova malattia

Abbiamo un’epidemia da malattia virale. C’è tanta preoccupazione per la tenuta del nostro pur valido sistema sanitario e per la salute di tutti, soprattutto i più fragili. Vogliamo provare a dare un modesto contributo descrivendo la natura ed il nome del nuovo virus, il nome della nuova malattia e le indicazione dell’OMS e del nostro Governo. Niente di più perché non vogliamo aggiungerci al “rumore” spesso insopportabile prodotto da presunti esperti che non riescono a non dire la loro. A qualunque costo, anche quando non ci sono notizie certe da dare e con questo virus di certezze ne abbiamo ancora davvero poche. Solo un esempio, le informazioni sulla letalità del virus cioè il rapporto tra pazienti che muoiono (al numeratore) e pazienti affetti (al denominatore), quindi N° di morti/N° di affetti. Bene, non abbiamo dati certi né sul numeratore, né sul denominatore. Infatti, sul numeratore, nessuno sa quanti pazienti sono morti per colpa del virus e quanti invece, pur infetti, sono morti per altri motivi. E sul denominatore, è pacifico che il numero d’infetti sia molto ma molto maggiore di quello che è stato accertato, per il semplice fatto che in una percentuale di casi non irrilevante il virus causa pochi o nessun sintomo e la malattia non è, quindi, diagnosticata. Ne conseguono due fatti certi: 1. la letalità oggi non è calcolabile con precisione; 2. i calcoli di oggi sovrastimano certamente la letalità reale (molto verosimilmente abbiamo numeratore più piccolo e denominatore più grande). Ma nonostante ciò dai giornalisti, ai colleghi medici e/o ricercatori di vario ordine e natura si sentono numeri e percentuali a pioggia. Ma perché su questo punto non parlano solo gli epidemiologi, magari solo quelli esperti in malattie infettive? Volete un buon consiglio? Consultate i siti ufficiali dell’organizzazione mondiale della sanità (www.who.int), dell’Istituto Superiore di Sanità (www.epicentro.iss.it) e del Ministero della Salute (www.salute.gov.it) e se dovete ascoltare qualcuno che fa previsioni, che sia un epidemiologo. E nel frattempo…#iorestoacasa.

Eleonora Morini
Eleonora Morini è Medico, Specialista in Endocrinologia, e Dottore di Ricerca in "Scienze Endocrinologiche". Durante tutta la sua formazione universitaria ha svolto attività di ricerca sulla genetica del diabete e delle sue complicanze cardiovascolari, che continua ancora a svolgere mentre esercita la propria attività clinica come Specialista Ambulatoriale.
E' stato pubblicato il 09/03/20

E SE IN OSPEDALE MI CURA UNO SPECIALIZZANDO?

Mi ricordo che in Sicilia appena laureato mi accorsi che per i pazienti esistevano quattro categorie di medici, quasi di “sciasciana” derivazione, che in ordine d’importanza erano indicati come “duttureddu”, “dutturi”, “prufissuri” e “prufissuruni”. Io ovviamente ero all’ultimo posto e mordevo il freno perché pensavo di non meritarmi il diminutivo (o forse era un vezzeggiativo?). Ma poi, col tempo, mi feci una ragione del fatto che, per i pazienti, capire nelle mani di chi era affidata la loro salute era un’esigenza irrinunciabile e che la classificazione aveva un suo ruolo di chiarificazione. Oggi, soprattutto negli ospedali universitari, la situazione è meno articolata: ci sono gli specializzandi e tutti gli altri sono…professori! Ma questi specializzandi chi sono, esattamente? Che studi hanno fatto e stanno facendo? La nota di oggi porta un pò di chiarezza.

Marina Valenzano

Marina Valenzano è medico specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo. Attiva particolarmente nell’ambito delle tecnologie per la cura del diabete mellito, attualmente collabora su progetti di ricerca ed assistenziali con il servizio di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo ed il Dipartimento di Scienze Mediche presso la Città della Salute e della Scienza di Torino.

E' stato pubblicato il 02/03/20

INTERSOS 24 a Roma: un servizio di sostegno e assistenza aperto a tutti.

INTERSOS è un’organizzazione umanitaria italiana, con sede a Roma, che si occupa di aiutare le popolazioni che subiscono violenza, che sono afflitte dalle conseguenze delle guerre e che devono essere supportate dopo disastri naturali. Al momento, le missioni di INTERSOS sono attive in 16 Paesi del mondo. Oggi facciamo volentieri da tramite per far conoscere le attività di INTERSOS a Roma, con particolare riferimento a quelle in ambito sanitario.
Cristina Parrino
Cristina Parrino, medico specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, ha esperienza nazionale e internazionale nella gestione clinica di pazienti con malattie endocrine, nella ricerca e nell’industria farmaceutica. Svolge attività di diabetologo volontario presso INTERSOS 24 a Roma e FAND sede di Milano. Dal 2019 è Medical Editor dell’area Endo-Diabete della rivista “Medici Oggi” della Casa Editrice Springer.
E' stato pubblicato il 03/02/20

In tema di prevenzione cardiovascolare: forse non tutti sanno che…donne e uomini non sono uguali

Dopo anni di disinteresse, le differenze di genere in medicina sono state finalmente messe nel mirino. Ne abbiamo già accennato su 
http://www.fivehundredwords.it/argument/it-la-medicina-di-genere-un-appello.
 Torniamo a parlarne con specifico riferimento alle malattie cardiovascolari.
Cecilia Politi
Cecilia Politi, direttore del reparto di Medicina Interna dell’ Ospedale ” F. Veneziale”- di Isernia è responsabile della “Area di "Medicina di Genere “ della F.A.D.O.I. (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), referente per la Medicina di Genere della Regione MOLISE ed insegna Medicina Interna ed Endocrinologia all’ “Università La Sapienza” - Polo didattico del Molise. S’impegna per diffondere la “cultura di genere” non solo tra gli operatori sanitari ma anche nella popolazione generale perché ciò garantisce l’equità e l’appropriatezza delle cure.
E' stato pubblicato il 06/01/20

Clima e malattie – La salute della Terra condiziona la salute dell’umanita'.

Lo scorso Novembre, la rivista The Lancet ha pubblicato un report il cui solo titolo desta preoccupazione “Countdown on health and climate change: ensuring that the health of a child born today is not defined by a changing climate” (conto alla rovescia su salute e modifiche climatiche: fare in modo che la salute di un bimbo che nasce oggi non sia determinata dai cambiamenti climatici).
 https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(19)32596-6/fulltext.
 
 Qui lo descriviamo in breve.
Vincenzo Trischitta

Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

E' stato pubblicato il 02/12/19

Omeopatia: spiegare, spiegare e ancora spiegare

Non poche delle persone che conosco credono nell’omeopatia o addirittura ne usano i prodotti. Tra questi anche colleghi medici! Giornali prestigiosi dedicano attenzione all’argomento con un atteggiamento cerchiobottista per un malinteso tentativo di essere “neutrali” fra tesi diverse. Alcune prestigiose università dedicano master all’omeopatia, quando basterebbe una mezza lezione per smontarne le risibili basi scientifiche (diluire in acqua un milione di volte o più una sostanza che si suppone avere proprietà terapeutiche) e far chiaro che si tratta di una pratica del tutto inefficace. Forse in qualche caso c’è anche dell’altro ma certamente c’è spesso tanta ignoranza. E l’unica cosa da fare, quindi, è spiegare, spiegare e ancora spiegare.
Vincenzo Trischitta

Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

E' stato pubblicato il 18/11/19

Un progetto mondiale per rafforzare il ruolo delle evidenze scientifiche nel futuro della ricerca e della sanita'

Il metodo scientifico rappresenta la via maestra per il miglioramento delle conoscenze in tutti i campi del sapere. La medicina ha tratto grande vantaggio da un approccio razionale e sistematico che prevede che ogni atto diagnostico e terapeutico sia basato su evidenze scientifiche, se disponibili (si chiama evidence-based medicine o evidence-based healthcare). Il famoso detto “alla luce della mia esperienza” dei grandi clinici di una volta, per fortuna, ha sempre meno cittadinanza nelle pratica clinica odierna. Ma si può fare di più verificando che le evidenze scientifiche siano realmente tali, che siano anche utilmente implementate nella pratica clinica e che siano diffuse anche al di fuori del mondo biomedico, arrivando fino ai decisori politici e ai pazienti che ne devono beneficiare. La Fondazione GIMBE si muove in questa direzione e volentieri pubblichiamo la nota odierna che ci aggiorna su queste attività.
Nino Cartabellotta

Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

E' stato pubblicato il 19/08/19

Ebola, servono interventi sul campo ma anche buona informazione

Dopo quella in Guinea del 2014 di cui avevamo parlato in una nostra precedente nota (http://www.fivehundredwords.it/ultimissime/it-resoconto-dei-primi-9-mesi-di-epidemia-da-virus-ebola-nellafrica-occidentale) è in corso un’altra epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Anche nella scorsa occasione l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva sottolineato come l’esplosività dell’epidemia fosse dipesa dall’inadeguato controllo della sua diffusione, ma questa volta è pure peggio per il contesto di guerra e di sfiducia della popolazione che si sente isolata e che rendono più difficile combattere la malattia. E da noi che percezione si ha della faccenda? Siamo informati in maniera adeguata su ciò che accade in Africa? Parrebbe di no e…si torna a dar ragione a Socrate: “Esiste un solo bene, la conoscenza; ed un solo male, l’ignoranza”.

Luca De Fiore
Luca De Fiore è direttore del Pensiero Scientifico Editore dal 1992. Nel 2000 ha contribuito a fondare la web agency Think2it che si occupa di comunicazione multimediale sulla salute e sulla medicina. E' stato presidente della Associazione Alessandro Liberati - Network Italiano Cochrane, che si interessa di promozione della medicina basata sulle evidenze e di coordinamento delle attività della Cochrane Collaboration in Italia. Cura il blog http://dottprof.com e dirige la rivista mensile indicizzata Recenti progressi in medicina (www.recentiprogressi.it).
E' stato pubblicato il 24/06/19

Eutanasia – Un po' di chiarezza

Eutanasia, suicidio assistito, suicidio tout court, sono temi enormi che una società evoluta dovrebbe affrontare con capacità di ascolto di chi soffre e con l’aiuto di esperti delle varie discipline inevitabilmente coinvolte (medici, psicologici, bioeticisti, giuristi, etc.). Con questa nota, approfittando di un caso di cronaca inizialmente mal riportato dalla stampa, diamo il nostro modesto contributo al dibattito, cercando di fare un po’ chiarezza.
Mauro Capocci
Mauro Capocci è laureato in filosofia, dottore di ricerca in Storia della scienza e ricercatore e docente nell'Unità di Storia della Medicina e Bioetica dell’Università “Sapienza” di Roma. Si occupa prevalentemente di storia della biomedicina contemporanea e del rapporto fra scienza e società.
E' stato pubblicato il 19/06/19

E' nato il Patto Trasversale per la Scienza!

Ne avevamo parlato lo scorso gennaio su http://www.fivehundredwords.it/argument/it-serve-un-patto-trasversale-per-la-scienza come un esempio virtuoso occorso negli USA e come un auspicio per il nostro Paese, generalmente indietro rispetto ai più evoluti quando si tratta di sponsorizzare la scienza e di finanziarla. Ma ogni tanto le cose vanno per il verso giusto e, finalmente, è nato in Italia il Patto Trasversale per la Scienza (PTS). Adesso ci torniamo perché il PTS, per essere il più incisivo possibile, ha bisogno di essere supportato con la disponibilità individuale al coinvolgimento operativo e con finanziamenti.
Vincenzo Trischitta

Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

E' stato pubblicato il 27/05/19

Solo un sano pragmatismo puo' salvare il SSN – 4. Il caso del diabete tipo 2

La serie del “sano pragmatismo per salvare il SSN” continua e si concentra questa volta sulla gestione del paziente diabetico, tema di estrema rilevanza per i costi sociali ed economici che comporta. Oggi si confrontano due punti di vista diversi, entrambi sostenuti da evidenze scientifiche. Da una parte si suggerisce che i pazienti diabetici siano presi in carico da figure professionali non mediche che costano meno e dall’altra, invece, si difende l’attuale sistema organizzativo italiano in forza degli eccellenti risultati finora raggiunti, centrato sul medico specialistico che opera all’interno di centri diabetologici. Noi aggiungiamo che i due sistemi non ci sembrano necessariamente alternativi; pazienti diversi per gravità di malattia, capacità culturali ed attitudinali e aspettativa di durata della loro vita, possono probabilmente essere aiutati tramite approcci diversi, ottimizzando così le risorse economiche, strutturali e umane. Servono capacità al confronto e ancora altre ricerche per offrire dati solidi a chi amministra la cosa pubblica sperando in una visione proiettata sul futuro che abbia a cuore l’interesse generale. 

Ubaldo Montaguti

Ubaldo Montaguti svolge attività di ricerca ed organizza incontri di studio e corsi di formazione sui servizi sanitari nell’ambito della Sezione di Sanità Pubblica e Management Sanitario dell’Accademia Nazionale di Medicina di cui è responsabile scientifico.

Marco Giorgio Baroni
Marco Giorgio Baroni ha lavorato al Medical College of St Bartholomew’s Hospital di Londra, dove ha conseguito il PhD in Medical Genetics, all’Università di Cagliari e all’Università Sapienza di Roma, dove è attualmente Professore Associato di Endocrinologia. I suoi interessi di ricerca sono rivolti allo studio della genetica e fisiopatologia del diabete e dell’aterosclerosi. E’ Coordinatore del gruppo di studio intersocietario Diabete e Aterosclerosi della Società Italiana di Diabetologia (SID) e della Società per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA), ed è Presidente della sezione Regionale della Società Italiana di Diabetologia-Lazio.
E' stato pubblicato il 29/04/19

Da Sergio a Greta: cosa e' cambiato nel mondo dell’autismo?

L’autismo è un disordine neurologico che danneggia lo sviluppo funzionale del sistema nervoso nei primi anni di vita e che può avere espressività diverse, fino a forme molto gravi. Per le famiglie di questi bambini si tratta di affrontare realtà dure e faticose e spesso ciò accade in una società che per mera ignoranza non riesce a garantire i giusti supporti quando addirittura non arrivano le discriminazioni. Oggi è meglio di qualche anno addietro, ma non basta. E certo leggere le difficoltà cui questi pazienti e i loro familiari vanno incontro ancora oggi, addirittura anche nella civilissima Svezia, lascia attoniti e sottolinea l’importanza dell’informazione e della divulgazione per aumentare la sensibilità nei confronti del fenomeno.
Mauro Paissan
Mauro Paissan, giornalista professionista con esperienze lavorative in giornali e televisioni, è stato deputato per tre legislature e per undici anni componente del Garante privacy. Tiene un corso di Deontologia del giornalismo presso l’Università Sapienza di Roma. E’ socio fondatore e consigliere dell’Associazione di volontariato “Una breccia nel muro”, specificamente dedicata ai disturbi dello spettro autistico.
E' stato pubblicato il 09/04/19

L'affaire vaccini: un problema di responsabilita' individuale e di fiducia!

Visto il ruolo sempre maggiore che la scienza assume nella vita quotidiana della gente, la faccenda dei vaccini è emblematica di come una società democraticamente evoluta ed articolata sia “costretta” ad interessarsi di aspetti normalmente coltivati solo dagli esperti. La nota di oggi ci dimostra come sull’affaire vaccini, al netto delle farneticazioni antiscientifiche No-Vax che qui ovviamente non trovano posto, si possono registrare posizioni ugualmente competenti ma chiaramente diverse su un aspetto centrale del problema, quale quello delle modalità più idonee per garantire un’alta percentuale di copertura vaccinale. Si sposta il riflettore dalle responsabilità politiche, sottolineate recentemente dalla Fondazione Gimbe http://www.fivehundredwords.it/post/it-laffaire-vaccini-in-eta-pediatrica-ignoranza-e-sciatteria a quelle individuali (posso permettermi di non vaccinarmi, esponendo così altri individui al rischio di ammalarsi?) ed a quelle della classe medico-scientifica che forse dovrebbe porsi qualche domanda sulla credibilità di cui gode presso i cittadini. A noi non sembrano tesi necessariamente alternative ma quello che certamente emerge ancora una volta è l’assoluta necessità che su questi temi la popolazione sia informata in maniera puntuale, scientificamente corretta e in assenza di conflitti d’interesse. Si chiama divulgazione scientifica indipendente.
Ubaldo Montaguti

Ubaldo Montaguti svolge attività di ricerca ed organizza incontri di studio e corsi di formazione sui servizi sanitari nell’ambito della Sezione di Sanità Pubblica e Management Sanitario dell’Accademia Nazionale di Medicina di cui è responsabile scientifico.

E' stato pubblicato il 03/04/19

L’affaire vaccini in eta' pediatrica: ignoranza e sciatteria!

E’ più forte di noi! Quando si tratta di salute pubblica è difficile che il nostro Paese assuma atteggiamenti rigorosi e coerenti. Abbiamo assistito negli ultimi anni a esempi clamorosi e questo dei vaccini si sta configurando come uno dei più clamorosi. Perciò accogliamo con piacere la nota della Fondazione GIMBE che richiama la politica alle proprie responsabilità sull’argomento vaccini. Responsabilità mal gestita se le indicazioni che vengono dalla politica cambiano costantemente, quasi quotidianamente, tanto che quello che si scrive oggi, a partire da questa nota, potrebbe non essere più perfettamente aggiornato già domani. Ma davvero pensiamo che si possa gestire con tanta ignoranza e sciatteria la salute della gente?
Nino Cartabellotta

Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

E' stato pubblicato il 25/03/19

Il conflitto d’interessi in medicina

In una società articolata il conflitto d’interessi esiste in tutte le attività e il mondo della biomedicina non fa eccezione. Ne abbiamo parlato a proposito dai compensi che i medici ricevono dalle industrie farmaceutiche (http://www.fivehundredwords.it/argument/it-saranno-pubblici-i-compensi-ai-medici-delle-industrie-farmaceutiche-ma-davvero) ma tornarci sopra è utile, anche perché medici e scienziati, con le dovute eccezioni, non è che proprio facciano di tutto per affrontare adeguatamente il problema. E allora in occasione della pubblicazione di un libro dedicato all’argomento, edito da il Mulino (https://www.mulino.it/isbn/9788815279880) abbiamo chiesto un intervento ad uno degli autori che ha deciso di raccontarci “cosa ho imparato…scrivendo di conflitti d’interesse”. Ha imparato come noi medici e tutti gli altri portatori di interessi, tentiamo di difenderci, chiudendoci in difesa. Come ben sanno però gli intenditori di calcio, se fai così prima o poi il gol lo becchi ed in questo caso è un gol contro gli interessi della società. 
Luca De Fiore
Luca De Fiore è direttore del Pensiero Scientifico Editore dal 1992. Nel 2000 ha contribuito a fondare la web agency Think2it che si occupa di comunicazione multimediale sulla salute e sulla medicina. E' stato presidente della Associazione Alessandro Liberati - Network Italiano Cochrane, che si interessa di promozione della medicina basata sulle evidenze e di coordinamento delle attività della Cochrane Collaboration in Italia. Cura il blog http://dottprof.com e dirige la rivista mensile indicizzata Recenti progressi in medicina (www.recentiprogressi.it).
E' stato pubblicato il 11/03/19

Solo un sano pragmatismo puo' salvare il SSN 3. Il caso delle "nonne antidepressione" in Zimbabwe

Continua la serie sulla necessità di un sano pragmatismo per salvare il nostro SSN. Una delle diverse strade percorribili è quella di rivolgersi per alcune patologie specifiche e per specifici interventi sanitari ad altre figure professionali rispetto a medici e infermieri che sono spesso carenti e che hanno costi molto elevati. Già qualche anno addietro avevamo portato l’esempio del coinvolgimento degli assistenti sociali per l’individuazione di soggetti ad elevato rischio cardiovascolare in quattro paesi a basso reddito (Bangladesh, Guatemala, Messico e Sud Africa) con risultati ottimi http://www.fivehundredwords.it/ultimissime/it-contrastare-le-malattie-non-trasmissibili-senza-lintervento-di-medici-ed-infermieri-e-possibile-e-si-risparmia-pure
Stavolta, invece, sono state coinvolte le nonne per curare la depressione in Zimbabwe e i risultati sono incoraggianti.
Ubaldo Montaguti

Ubaldo Montaguti svolge attività di ricerca ed organizza incontri di studio e corsi di formazione sui servizi sanitari nell’ambito della Sezione di Sanità Pubblica e Management Sanitario dell’Accademia Nazionale di Medicina di cui è responsabile scientifico.

E' stato pubblicato il 25/02/19

Solo un sano pragmatismo puo' salvare il SSN - 2

Già alcuni anni addietro Ubaldo Montaguti ci diceva che è impossibile assicurare a “tutti i cittadini tutte le prestazioni assistenziali e tutte di qualità ottimale” (http://www.fivehundredwords.it/argument/it-solo-un-sano-pragmatismo-puo-salvare-il-ssn). Sembrerebbe una considerazione scontata ma evidentemente non lo è. Negli ultimi 70 anni in tema di diritto alla salute siamo passati dal “tutto ciò che è efficace dovrebbe essere garantito gratuitamente” del pioniere dell’epidemiologia sanitaria Archibald Cochrane al “tutto ciò che ha un adeguato rapporto costo-efficacia dovrebbe essere garantito gratuitamente” di Alan Williams al più prosaico “tutto ciò che è sostenibile dovrebbe essere garantito gratuitamente” degli economisti sanitari di oggi. Ma per tradurre in pratica questa regola e salvare un SSN come il nostro che resta, comunque, uno dei migliori al mondo bisogna avere competenza, una visione chiara del diritto alla salute che guidi nell’intraprendere inevitabili e a volte dolorose scelte e…un sano pragmatismo. Ricominciamo a parlarne con la nota di oggi e continueremo nel corso dei prossimi mesi.
Ubaldo Montaguti

Ubaldo Montaguti svolge attività di ricerca ed organizza incontri di studio e corsi di formazione sui servizi sanitari nell’ambito della Sezione di Sanità Pubblica e Management Sanitario dell’Accademia Nazionale di Medicina di cui è responsabile scientifico.

E' stato pubblicato il 11/02/19

Sigarette elettroniche: buone notizie ma attenzione ai giovani

Nel 2018 il Public Health England, ente governativo che mira al mantenimento della salute dei cittadini dell’UK, ha pubblicato un report sulle sigarette elettroniche (e-sigarette). 

All’inizio del mese in corso il prestigiosissimo New England Journal of Medicine pubblica un articolo  di autori inglesi ed americani sull’uso delle e-sigarette per smettere di fumare accompagnato da due editoriali molto accesi.

L’argomento, che avevamo già trattato http://www.fivehundredwords.it/post/it-e-cigarettes-si-o-no merita un aggiornamento che sottolinei i dubbi che ancora permangono ma anche qualche certezza per evitare che finisca sottovalutata in mezzo alle guerre di religione che, in presenza di riflessi economici importanti, fanno in fretta a scatenarsi.

Vincenzo Trischitta

Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

E' stato pubblicato il 04/02/19

Fondi sanitari: integrativi di nome, sostitutivi di fatto

Abbiamo già affrontato il tema della sanità integrativa (http://www.fivehundredwords.it/argument/it-il-mantra-della-sanita-integrativa-vera-necessita-o-sapiente-strategia-di-marketing). Ma conviene tornarci perché la situazione resta critica tanto da essere inserita in un rapporto della Fondazione GIMBE tra gli elementi principali che mettono a rischio la sopravvivenza del nostro SSN, almeno nella sua accezione universalistica. Volentieri pubblichiamo la nota di oggi che riprende gli elementi essenziali del rapporto GIMBE nell’idea che conoscere e capire sia l’unica strada per difendersi dal consumismo sanitario, dall’eccesso di medicalizzazione e dallo sperpero di danaro che una politica distratta e un mondo dell’impresa per lo meno cinico concorrono a sostenere.
Nino Cartabellotta

Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

E' stato pubblicato il 21/01/19

L’entrata in commercio dei farmaci oncologici – Un esempio di come le cose non dovrebbero andare.

I farmaci oncologici aumentano durata e/o qualità della vita? Secondo le attività regolatorie sia americane (Food and Drug Administration, FDA) che europee (European Medicines Agency, EMA) non c’è bisogno di avere la risposta a questa domanda prima dell’entrata in commercio dei farmaci. Questa storia è davvero incredibile, leggetela.
Vincenzo Trischitta

Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

E' stato pubblicato il 07/01/19

Serve un patto trasversale per la scienza

La scienza, come qualunque altra forma di conoscenza, dovrebbe essere riconosciuta come un bene universale dell’umanità. Coerentemente i Paesi più evoluti sono quelli a maggior tasso di scientificità, con minor spazio nei confronti pubblici a credenze e miti e con le più alte percentuali dei propri PIL dedicati al finanziamento della scienza. L’Italia, lo sappiamo, arranca e bisogna quindi tener viva l’attenzione sul problema. Oggi lo facciamo con questa nota che ci riferisce di un esempio virtuoso recentemente occorso negli USA.
Guido Silvestri
Guido Silvestri, medico è Professore Ordinario di Patologia Generale alla Emory University di Atlanta (USA), dove è uno dei dodici scienziati che detengono il prestigioso titolo di Georgia Research Alliance Eminent Scholar. Dal 2013 è editore di Journal of Virology, la più antica e citata rivista di virologia al mondo, e dal 2018 è presidente del consiglio scientifico dell'ANRS, l’agenzia di stato francese che si occupa di AIDS, epatiti, e malattie infettive emergenti.
E' stato pubblicato il 17/12/18

Comunicazione su salute e scienza biomedica - La battaglia di Fort Alamo.

Certo accade più di qualche anno addietro, ma di salute e scienza biomedica si parla sempre troppo poco. E’ indispensabile che giornalisti, scienziati e divulgatori entrino in campo e si sporchino le braghette per giocare la partita contro gli atteggiamenti antiscientifici e la disinformazione sistematica. Ma attenti alle magliette che indossiamo altrimenti si rischia di confondere compagni e avversari e di fare…autogol!
Gerardo D'Amico
Laureato in Scienze Politiche, responsabile del settore Salute per Rainews24, conduce BastaLaSalute, settimanale di sanità e salute per la all-news della Rai. Membro onorario della Società Italiana di Pediatria, Premio Pace Aiom per il giornalismo scientifico. Autore di “La Salute in Tasca” edizioni Mursia.
E' stato pubblicato il 10/12/18

Perche' la Biodinamica e' rigettata dalla scienza?

Il Politecnico di Milano avalla un convegno dove si parla di…biodinamica, una pratica basata in parte sull’ esoterismo! Negli anni scorsi altre prestigiose università italiane avevano percorso questa strada. La senatrice Cattaneo ne chiede conto, in maniera veemente, al rettore che immaginiamo (comprensibilmente) ignaro ma che, forse temendo di essere accusato di censura, non annulla comunque il convegno. E invece di vedere un coro di voci univoco alzarsi contro l’opportunità che una struttura accademica dia spazio alla biodinamica abbiamo dovuto assistere ad una serie di distinguo che, anche quando in buona fede ed anche quando concentrati su alcuni aspetti rivedibili delle critiche, fanno del male alla verità, confondono i cittadini, rendono peggiore la nostra società. Questa è una di quelle occasioni in cui davvero non ci si può non schierare. O da una parte o dall’altra, rimandando ad altri momenti i distinguo. Noi lo facciamo con la nota odierna.
Enrico M. Bucci
Enrico Bucci, Ph.D. in Biochimica e Biologia molecolare, è stato ricercatore presso l’istituto IBB (CNR) fino al 2014. Dal 2006 al 2008 ha diretto il gruppo R&D al Bioindustry Park del Canavese. Nel 2016 ha fondato Resis Srl, azienda dedicata alla promozione dell’integrità della ricerca scientifica pubblica e privata. E’ professore aggiunto alla Temple University di Philadelphia presso il dipartimento di Biotecnologie. Il suo lavoro nel campo dell’integrità scientifica è apparso su diverse riviste nazionali e internazionali, inclusa Nature ed è stato premiato a Washington nel 2017 con il “Giovan Giacomo Giordano NIAF Award for Ethics and Creativity in Medical Research”.
E' stato pubblicato il 26/11/18

I fondi per la sanita' nella nuova legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2019 aumenta il fondo sanitario nazionale di 3,5 miliardi di euro da aggiungere al miliardo già stanziato dalla precedente legislatura. La Fondazione GIMBE, che aveva indicato in 4 miliardi di euro la cifra necessaria, ci offre un’analisi delle risorse previste, della loro modalità d’uso e delle criticità che restano inevase.
Nino Cartabellotta

Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

E' stato pubblicato il 05/11/18

Il “mercato” dei test genetici: sono tutti utili? Chi ne gestisce i risultati e come?

Soffriamo di troppe diagnosi e, specificamente, di troppi test genetici. Senza un reale controllo di chi li richieda e chi li interpreti. Ormai sul Web ci dicono che dall’analisi del nostro DNA non solo è possibile conoscere le malattie che contrarremo nel futuro ma anche sapere quale sia la dieta migliore per una vita sana ed attiva oppure quale sia l’attività fisica più utile o addirittura quali sono le…creme migliori per la nostra pelle! Davvero succede che la realtà supera di gran lunga la più fervida delle fantasie! E tutto ciò in spregio alla verità scientifica e senza che le Istituzioni preposte intervengano per tutelare la salute fisica e psicologia e gli interessi economici del cittadino ignaro. La nota di oggi si concentra sui test diagnostici, ma su tutti gli altri bisognerà tornarci a breve.
Sabrina Prudente

Sabrina Prudente, biologo molecolare, coordina l’Unità di Ricerca sul Diabete presso l’Istituto CSS-Mendel di Roma (www.css-mendel.it) che studia i meccanismi genetici che predispongono alla malattia diabetica ed alle sue complicanze cardiovascolari e renali.

E' stato pubblicato il 08/10/18

Come stiamo? Notizie dal mondo sulla nostra salute - 3

Questa è la terza e ultima nota di una miniserie dedicata alla salute dell’umanità. Le due precedenti note le trovate su http://www.fivehundredwords.it/argument/it-come-stiamo-notizie-dal-mondo-sulla-nostra-salute-1 e http://www.fivehundredwords.it/argument/it-come-stiamo-notizie-dal-mondo-sulla-nostra-salute-2. La nota odierna focalizza le gravi diseguaglianze che ancora si registrano su un bene così ineludibile come la salute personale.
Vincenzo Trischitta

Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

E' stato pubblicato il 24/09/18

Un’adolescente di 80000 anni fa

Paleogenetica! Suonerà sgradevole questa strana parola a chi crede che esistano le “razze” e, conseguentemente alle differenze fra esse. Suonerà sgradevole perché è una nuovo settore della ricerca genetica che ci dice l’esatto contrario. Siamo meticci fin dall’inizio, un miscuglio di specie diverse di ominidi che popolavano la terra decine di migliaia di anni fa. Chi glielo dice adesso a quelli che “…prima gli Italiani!” ?
Maurizio Margaglione

Maurizio Margaglione, medico ricercatore, insegna Genetica Medica presso l’Università degli Studi di Foggia. Autore di numerosi articoli su riviste internazionali, dirige il Servizio di Genetica Medica dell’AOU “Ospedali Riuniti” di Foggia.

E' stato pubblicato il 03/09/18

Assistenza di bambini e giovani in “fine vita”. Un dramma da affrontare con competenza e condivisione

La parte finale della vita di un individuo, detta “fine vita” è un evento doloroso e a volta anche drammatico, soprattutto quando si tratta di bambini e giovani. E tuttavia c’è modo e modo di affrontarlo, almeno per quanto attiene alla componente pubblica e organizzativa. Come abbiamo già riportato (http://www.fivehundredwords.it/argument/it-saper-morire), c’è spesso poca lucidità nell’affrontare questo doloroso momento. Se questo è comprensibile da parte dei diretti interessati e dei loro parenti, lo è certamente meno se a essere impreparati, sono i medici e più in generale tutte le figure che a vario titolo si occupano dei pazienti (definiti col termine anglosassone di “caregivers”). La Fondazione GIMBE e la Fondazione ANT hanno curato la versione italiana di recenti linee guida per l’assistenza al “fine vita” di neonati, bambini e giovani di un’agenzia inglese che si occupa di eccellenza in sanità e qui, volentieri, ne riportiamo i punti essenziali.
Nino Cartabellotta

Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

E' stato pubblicato il 09/05/18

Il mantra della sanita' "integrativa". Vera necessita' o sapiente strategia di marketing?

Viviamo in epoca di fake news, o di bufale come eravamo abituati a chiamarle, ma non ci aspettiamo che riguardino diritti inalienabili del cittadino quale quello alla salute e senza che le istituzioni di riferimento facciano da scudo. La nota di oggi avanza più di qualche dubbio sulla reale utilità della sanità “integrativa”, almeno così com’è oggi autorizzata e organizzata. E punta il dito sulla cattiva informazione che alimenta ad arte la preoccupazione per un sempre maggior numero di cittadini che rinuncerebbe a curarsi perché incapace di sostenere le spese sanitarie.
Nino Cartabellotta

Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

E' stato pubblicato il 03/04/18

Vaccini: un altro esempio di modesta cultura scientifica

Che la conoscenza sia ormai vissuta con fastidio e gli esperti visti con sospetto, se non tacciati di bieco elitarismo, è un problema generale di tutta la cultura occidentale (si legga, per esempio, “La conoscenza ed i suoi nemici”, di Tom Nichols di Harvard), ma noi in Italia spesso esageriamo. Tanto da finire sulle più importanti riviste internazionali (specialistiche e non) per episodi e polemiche possibili solo in un paese con modesta cultura scientifica.  Ed allora tocca ai ricercatori più volenterosi e che hanno ben presente la loro ragione sociale rimboccarsi le maniche e dare un contributo alle istituzioni per contrastare l’ignoranza e il populismo che la cavalca. Roberto Burioni, virologo di fama internazionale, si è speso molto contro la cultura anti-vaccinista in Italia e qui ospitiamo volentieri una sua breve nota.
Roberto Burioni

Roberto Burioni, Professore Ordinario, insegna Microbiologia e Virologia e dirige l’omonima Scuola di Specializzazione presso l’Università Vita-Salute di Milano. E’, inoltre, responsabile di un laboratorio di ricerca in immunologia umana focalizzato sulla terapia con anticorpi monoclonali umani e sulla diagnostica molecolare precoce di malattie infettive.

E' stato pubblicato il 05/03/18

Come stiamo? Notizie dal mondo sulla nostra salute – 2

Seconda nota della miniserie sullo stato di salute nel mondo. Nell’articolo odierno si riportano essenzialmente alcuni dei dati pubblicati recentemente dall’organizzazione mondiale della sanità (OMS). Più specificamente, riportiamo alcuni dati sull’aspettativa di vita, soprattutto quella passata in buona salute, e sull’importanza dei sistemi sanitari nazionali
Vincenzo Trischitta

Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

E' stato pubblicato il 05/02/18

Genetica e medicina di precisione: si puo' migliorare il futuro studiando la nostra “storia biologica”?

Negli USA gli effetti collaterali dei farmaci rappresentano uno dei principali motivi di ricovero ospedaliero. Sarebbe bello sapere chi è maggiormente a rischio di sviluppare effetti collaterali durante il trattamento di un dato farmaco così da evitarne la somministrazione. Ma anche con gli effetti benefici dei farmaci, non va meglio. Infatti, l’efficacia dei vari farmaci varia da paziente a paziente; lo stesso farmaco può essere molto efficace in un paziente e poco efficace, o del tutto inefficace, in un altro. Bel problema, perché i medici oggi non possono che prendere decisioni sulla base degli effetti medi. Ma la media di un fenomeno è quel concetto per cui se Giovanni ha mangiato due polli e Francesco nessuno, si dice che, in media, si è consumato un pollo a persona; ma Giovanni è satollo e Francesco…muore di fame. Insomma, ci vorrebbe molta più precisione nel determinare l’efficacia e gli effetti collaterali dei farmaci. Ed ecco che, a poco a poco, si fa strada la “medicina di precisione”.
Mario Luca Morieri

Mario Luca Morieri è medico specialista in Medicina Interna. Ha lavorato come ricercatore al Joslin Diabetes Center – Harvard Medical School di Boston, dove si è prevalentemente occupato di studi di genetica e farmacogenomica in ambito di prevenzione cardiovascolare. Attualmente è assegnista di ricerca presso l’Università di Ferrara ed è membro del coordinamento giovani ricercatori della Società Italiana per lo Studio della Aterosclerosi.

E' stato pubblicato il 08/01/18

Cannabis per il dolore cronico: tante speranze, poche evidenze

Purtroppo continua ad accadere. Si emanano leggi e relative circolari esplicative su aspetti sanitari (prescrizioni diagnostiche, utilizzo di farmaci, etc.) non precedute da un attento studio dei dati disponibili in letteratura e, in ultima analisi, senza evidentemente chiedere il supporto di scienziati e metodologi che siano realmente in grado di dire una parola solida sullo stato dell’attuale conoscenza. Siamo convinti dell’utilità di applicare il rigoroso metodo scientifico a decisioni politiche e gestioni amministrative che, in generale, impattano su molti campi dell’organizzazione sociale e sulla nostra vita quotidiana e forse chiediamo troppo. Ma possiamo almeno sperare che il sogno si avveri su aspetti che riguardano la nostra salute?
Nino Cartabellotta

Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

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