Ferrara: un caso di prevenzione a 360 gradi

Coinvolgere una città intera in un progetto di prevenzione delle malattie cardiovascolari e oncologiche ‘olistico’, mirato cioè a promuovere corretti stili di vita ma anche a rendere la città più sana attraverso l’abbattimento dell’inquinamento (impiego di energie ‘pulite’, più biciclette e meno auto, monitoraggio della qualità dell’aria), l’individuazione di spazi per fare esercizio fisico all’aperto e la progettazione di città più ‘camminabili’. Questo in sintesi è il progetto nazionale “Città della prevenzione”, che partirà a settembre da Ferrara e coinvolgerà successivamente numerosi comuni italiani.

 “Ferrara presenta un territorio ideale per dare il via a questa iniziativa ambiziosa, unica a livello internazionale, che si rivolge ai cittadini di tutte le età e di ogni strato sociale. Questa città – afferma il prof. Roberto Ferrari, direttore della Cardiologia all’Università di Ferrara e past president ESC Società Europea di Cardiologia) – presenta infatti le giuste dimensioni: 133mila abitanti, 29 scuole elementari, 11 medie e 11 superiori. Ha un’università prestigiosa e un Centro di Ateneo per la Prevenzione della Salute Sociale, Medica ed Ambientale. È la citta delle biciclette, il mezzo preferito per muoversi anche dalle persone anziane. Produce frutta, verdura e pesce azzurro, altro caposaldo della prevenzione. Possiede 9 Km di mura medievali e verde urbano molto diffuso, dove la popolazione può camminare o correre. Caratteristiche che possono fare di Ferrara la città ideale per dimensioni, caratteristiche, economia e cultura, il primo esempio vivente di promozione e prevenzione della salute, un modello esportabile in altri capoluoghi”.

Previste numerose iniziative. Medici specializzandi di varie branche della Medicina, assegnisti e borsisti dei vari Dipartimenti dell’Ateneo ed esperti di comunicazione (preparati ad hoc nell’ambito del Master sulla Prevenzione) terranno corsi e lezioni per tutte le scuole elementari, medie, superiori che riguarderanno quattro temi: rischi del fumo, scorretta alimentazione e danni dell’alcol, sedentarietà, ruolo delle vaccinazioni. “In questo modo - prosegue il prof. Ferrari - raggiungeremo l’intera popolazione scolastica e, tramite gli studenti, la maggior parte delle famiglie. Per ogni scuola si terranno specifiche lezioni con distribuzione di materiali e opuscoli realizzati in modo mirato”. Per coinvolgere gli over 65, saranno organizzate lezioni presso i centri anziani.

Il rischio individuale di ogni cittadino di ammalarsi o di morire nei prossimi 10 anni di un evento cardiovascolare o di tumore potrà essere calcolato tramite un’ app, appositamente realizzata. In alternativa ci si potrà far calcolare il rischio recandosi in centro, in un apposito motorhome o nella “Casa della Prevenzione”, il Centro Universitario dotato di una cucina per insegnare un’alimentazione funzionale situato davanti al Palazzo dei Diamanti. Il profilo di rischio sarà immediatamente disponibile all’utente. Chi usa l’app avrà in tempo reale la presa in carico degli eventuali interventi necessari con informazioni, giochi, consigli, ricette, le schede del movimento per età e la dieta ideale.

L’85% delle malattie cardiovascolari e il 40% di quelle oncologiche possono essere evitate adottando uno stile di vita sano. Gli investimenti in prevenzione purtroppo sono scarsi: in Europa appena il 3% della spesa sanitaria e in Italia ancora meno. Ma Ferrara intanto dà il buon esempio.

Autore: Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli lavora come internista presso la Fondazione Policlinico Agostino Gemelli di Roma ed è specialista in endocrinologia. Si occupa da trent’anni di divulgazione medico-scientifica, come giornalista, moderatore di incontri scientifici, addetto stampa. Scrive per Quotidiano Sanità e per il portale Salute di Repubblica.

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