I ricercatori si muovono a favore della ricerca biomedica in Italia.

Il 29 e 30 Novembre presso il centro congressi dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Roma si è tenuto il primo incontro de “La Tempesta di Cervelli”, organizzato da Samanta Mariani, Luca Cassetta e Chiara Bertolaso. L'incontro aveva come scopo riunire ricercatori biomedici e medici al fine di stimolare un dibattito sulle problematiche della ricerca e sanità in Italia, e proporre nuove strategie per Ricerca e Sanità in Italia. Presenti all'incontro circa 60 partecipanti con diversi profili accademici: dal neo-laureato al professore ordinario, tutti accomunati dalle preoccupanti situazioni dell’università e della ricerca Italiana.

Durante l'incontro si è parlato degli investimenti Italiani in ricerca che corrispondono al 1,25% del PIL, contro il target EU 2020 che è del 3%. Alla scarsità dei fondi si unisce la cattiva gestione delle risorse monetarie ed umane, una delle principali cause dell'emigrazione di massa di laureati e ricercatori verso l'estero. Questo fenomeno determina una perdita enorme in termini di capitale umano ed economico, perché gli investimenti nella formazione di future generazioni di ricercatori non contribuiscono a portare ricchezza e benessere nel nostro paese, ma in altri Stati.

Per fronteggiare il problema sono stati istituiti degli incentivi, come il programma Montalcini che punta ad offrire un contratto da ricercatore a tempo determinato per 3 anni ma senza chiare garanzie di stabilità professionale o fondi di ricerca,: infatti il 50% dei vincitori rinuncia a questo tipo di finanziamento. Questo fenomeno evidenzia che per controvertere lo stato attuale di Ricerca e Sanitá in Italia non bastano maggiori investimenti economici ma un cambio radicale di mentalità. La Tempesta di Cervelli non è stata un’occasione per lamentarsi della situazione italiana ma soprattutto un momento d'incontro per ragionare su possibili soluzioni ed avanzare diverse proposte programmatiche, tra cui: la valorizzazione della figura dei Dottori di ricerca; possibili revisioni del sistema universitario “3+2”; proposte di adeguamento qualitativo a standard internazionali sia per i corsi di laurea che per quelli di Dottorato, al fine di formare ricercatori competitivi a livello internazionale.

È emersa la necessità di una maggiore mobilità formativa a livello internazionale per ricercatori e medici, la necessità di migliorare la pianificazione, gestione e sviluppo delle infrastrutture e la condizione socio-economica dei ricercatori, potenziare i percorsi e le opportunità lavorative post-dottorato, ed infine colmare la distanza tra ricercatori e medici, per esempio istituendo un percorso di ricerca per i medici nell'ambito della loro formazione.La rinuncia alla cultura, e quindi alla ricerca, determina la generazione di uno stato ignorante con cittadini più malleabili, ma più esposti e intellettualmente indifesi, meno preparati a far valere le proprie ragioni, meno capaci di argomentare le proprie scelte. I partecipanti alla Tempesta di Cervelli, molti dei quali risiedono all’estero, hanno espresso il loro dissenso per questo stato dei fatti ed avanzato proposte per promuoverne un miglioramento della Sanità e dell'Università promosso da chi fa ricerca ogni giorno, da chi ama l’Italia e vuole rivederla sulla cresta dell’onda. Noi ci crediamo, e voi??

Autore: Teresita Gravina

Teresita Gravina è laureata in Geologia e in Scienze e Tecnologie per l'Ambiente ed il Territorio e ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze della Terra. Attualmente è docente a contratto di Geologia Ambientale presso l'Università Telematica Guglielmo Marconi. E’ ideatrice e curatrice di “Sustainability” (http://www.sunability.unina2.it), progetto di divulgazione scientifica delle ricerche svolte presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali, Biologiche e Farmaceutiche (DISTABIF) della seconda Università di Napoli.


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