La salute diseguale. La sfida di un mondo ingiusto.

La traduzione in italiano del libro di Michael Marmot The Health Gap: The Challenge of an Unequal World curata dai ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità Giuseppe Traversa e Simona Giampaoli è stata recentemente pubblicata dal Pensiero Scientifico Editore (La salute disuguale). Michael Marmot attraverso le sue ricerche chiarisce perché l’ingiustizia sociale può influenzare negativamente la nostra salute. Marmot sostiene con vari esempi che la povertà di per sé non produce cattiva salute, ma la diseguaglianza si. In ogni paese, le persone che vivono in condizioni sociali disagiate hanno condizioni di salute sfavorevoli e vivono di meno. Nel libro viene proposta anche una lettura "politica" della disuguaglianza secondo cui il tasso di malattia di una società è un fattore determinante del suo funzionamento.

Una parola “chiave” presente nel libro è “gradiente di salute” che agisce su tutta la società. Questo significa che non solo le persone con un basso livello socio-economico hanno esiti di salute peggiori, ma anche che gli esiti di salute peggiorano – gradualmente – dal livello più alto (rappresentato da circa l’1% della popolazione) a quello più basso. Ne deriva che tutti sono influenzati da un gradiente sociale nella salute; anche chi sta leggendo questo articolo. L’esposizione a diversi fattori socioeconomici (positivi e negativi) fin dall’infanzia si manifesteranno come effetti cumulativi sulla salute nell’età adulta. Gli esempi concreti riportati nel libro sono molteplici. La stessa area di residenza può rappresentare una fonte di disuguaglianza di salute, così come l’istruzione, l’impiego e il reddito.

La Salute Disuguale ci ricorda anche che sappiamo già cosa fare per diminuire le disuguaglianze: abbattendo fonti già identificate di squilibrio sociale si determina un miglioramento dei livelli di salute individuale e della società tutta. E’ cruciale creare le condizioni perché le persone abbiano il controllo delle loro vite. Sì, ma come? In primis, fornendo istruzione pubblica di buona qualità e politiche per l’occupazione che garantiscano un reddito sufficiente. Inoltre, la presenza di una forte sicurezza sociale (per esempio il Servizio Sanitario Nazionale) fa parte della ricetta. Il libro di Marmot supera la vecchia divisione sociale in due classi (i poveri e i ricchi) e spiana la strada a un livellamento della società verso l’alto.

Questo implica che gli interventi suggeriti non devono concentrarsi solo sulle persone che vivono nelle condizioni peggiori, ma devono essere estesi proporzionalmente a tutte i livelli della popolazione in base al loro grado di svantaggio (Universalismo proporzionale). Considerata la rilevanza del tema e gli interventi proposti diventa ovvio fare riferimento alla volontà politica di metter in atto delle azioni. E’ una buona notizia che la Commissione Europea abbia chiesto a Marmot di analizzare i determinanti sociali e le disuguaglianze nella Unione Europea. L’analisi mostra che tutti gli stati membri presentano disuguaglianze sociali ed economiche, così come un gradiente sociale della salute, di entità variabile.

Dal confronto con gli altri stati l’Italia non ne viene fuori male, se si guarda solo all’impatto in termini di salute. Rimangono tuttavia aree rilevanti di disuguaglianze sociali ed economiche su cui è ancora necessario intervenire.

Autore: Francesca Menniti Ippolito

Francesca Menniti-Ippolito, biostatistica-epidemiologa, è primo ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità. Il suo campo di ricerca è la farmacoepidemiologia. Ha condotto studi sulla efficacia e sicurezza dei farmaci. Coordina il sistema nazionale di sorveglianza sulla sicurezza dei prodotti di origine naturale.

Autore: Francesco Trotta

Francesco Trotta è dirigente farmacista presso l’Agenzia Italiana del Farmaco. Attualmente presta servizio presso il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio come farmacoepidemiologo. Si occupa della valutazione del profilo beneficio/rischio di farmaci e vaccini e dell’analisi delle politiche farmaceutiche. 


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