La salute in rete: progresso o pericolo?

Lo sviluppo delle nuove tecnologie e la loro diffusione nella popolazione italiana hanno contribuito a cambiare anche il modo in cui i pazienti s’informano sulla salute.  IBSA Foundation ha messo a confronto esperti di comunicazione e rappresentanti delle istituzioni. Alla base della discussione la presentazione dei risultati di una ricerca realizzata da GfK-Eurisko su un campione di 2.066 individui.

Il primo dato presentato è che circa metà della popolazione italiana ricerca attivamente informazioni sulla salute, la percentuale sale ai 2/3 nella fascia tra i 25 e i 55 anni. Per tutti, il medico è il riferimento centrale (85% medico di base, 68% medico specialista), subito seguito dal web, il cui ruolo rilevante viene confermato dal 49% degli intervistati. I laureati utilizzano più canali, dal medico di medicina generale per il 79% e al web per il 73%, mentre chi ha la sola licenza elementare registra una fortissima prevalenza del medico di base, 91% (8% web).  

La salute è uno dei campi della vita sociale in cui la comunicazione può giocare un ruolo significativo sul piano dell’affidabilità e dell’efficacia, tuttavia oggi assistiamo alla crisi della mediazione nella professione medica. Il disagio di questo passaggio d’epoca è soprattutto dovuto alla confluenza tra diversi diritti in competizione: il paziente, il medico, il comunicatore.

Se si analizza quale peso hanno poi le informazioni sulla salute trovate online emerge che queste influenzano le decisioni e i comportamenti futuri del 48% dei casi, percentuale comune a tutti i livelli di istruzione.

E’ a questo punto che il cittadino si rivolge al proprio medico. Il 63% infatti della popolazione, dopo aver trovato online informazioni sulla salute, si è recato dal proprio dottore di fiducia per ulteriori delucidazioni e approfondimenti.

Il web rappresenta un'enorme opportunità di conoscenza, ma nell'esplorare la rete sono necessari gli strumenti per orientarsi. In Italia esistono tanti siti che producono informazioni di ottima, buona, media e scarsa qualità in diversi argomenti di salute, quello che manca è un portale che possa essere un filo di Arianna per ritrovarsi nel labirinto delle troppe fonti, uno strumento flessibile, semplice nel linguaggio ma rigoroso nei contenuti.

Ma il medico come si rapporta ad un paziente informato? In ambulatorio si vive spesso come una “minaccia” la relazione con il nuovo paziente 2.0. Addirittura il 33% degli specialisti ed il 42% dei Medici di Medicina Generale è convinto che informarsi su internet possa rendere più difficile il rapporto medico-paziente. Questo non fa che allontanare i due soggetti incrinandone la relazione.

Nella “salute 2.0” il rapporto paziente-medico è di estrema importanza per tutto il percorso di cura: se il primo sta vivendo un processo di forte cambiamento, è necessario che il secondo lo accompagni con la sua professionalità in questo ambito non dimenticando che, nonostante la facile reperibilità di informazioni online, il paziente continua a riconoscere il valore del consulto medico. Diventa allora fondamentale favorire l’alleanza fra paziente e medico, e Internet necessita di essere incluso nella relazione potendo affermarsi quale collante e territorio di confronto all’interno della relazione.

Autore: Silvia Misiti

Silvia Misiti, romana, è un medico endocrinologo. Ha lavorato per più di 20 anni nel mondo della ricerca universitaria italiana. Attualmente, dirige la IBSA Foundation for scientific research  in Svizzera, a Lugano, dove vive con la sua famiglia. Si occupa di divulgazione scientifica e di promozione di progetti sostenibili per aziende farmaceutiche.

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