Serve un patto trasversale per la scienza

La Scienza è di tutti. Cosa vuol dire questa frase semplicissima, quasi banale? Che i risultati della Scienza, in termini di aumento della conoscenza e di impatto positivo sulla qualità della vita umana, vanno a beneficio di tutte le persone, indipendentemente dalle loro idee politiche e condizioni sociali. Se uno scienziato trova la cura per il morbo d’Alzheimer questo successo non può essere definito né di destra, né di sinistra, né di centro. Partendo da questo semplice presupposto, che definisce e sottolinea il valore universale della Scienza, si capisce che non ha senso alcuno pensare che possano esistere forze politiche “pro-Scienza” o “anti-Scienza”. In realtà, come sappiamo bene dall’esperienza italiana, i partiti politici possono a volte prendere posizioni anti-scientifiche (vedi casi Stamina o Di Bella), ma questa dovrebbe essere una aberrazione da eliminare.

Infatti, mentre è normale che partiti politici abbiano posizioni differenti in termini di politiche sociali, economiche, militari etc., il sostegno alla Scienza come valore universale dell’umanità dovrebbe essere assolutamente trasversale da parte di tutte le forze politiche. 

In questo senso sarebbe molto opportuno che tutti i principali partiti politici italiani sottoscrivessero un PATTO TRASVERSALE PER LA SCIENZA, una sorta di “gentlemen agreement” che alla fine dovrebbe includere tutti gli stake-holders della Scienza in Italia (agenzie governative, accademia, pubblica istruzione, istituti di ricerca, associazioni culturali, e via discorrendo) e che preveda il rispetto e l’attuazione di questi semplici punti senza alcuna concessione a strategie elettorali.   



  • Tutte le forze politiche italiane s’impegnano a non utilizzare la Scienza (ed ancor meno l’anti-scienza) come temi di campagna e/o propaganda elettorale.
  • Tutte le forze politiche italiane s’impegnano a favorire legislazioni che controllino l’operato dei ciarlatani (i.e., provvedimenti punitivi per chi crea allarmi ingiustificati tra la popolazione e/o promuove cure senza valore scientifico e/o diffonde idee come il negazionismo dell’AIDS).
  • Tutte le forze politiche italiane s’impegnano ad aumentare le risorse destinate alla Scienza come percentuale del PIL, ricordando che in Italia questo numero rimane molto più basso di Paesi come USA, Giappone, Cina, Israele, Canada, UK, Francia, Germania, Australia, Corea del Sud, Olanda, Austria, Svezia, la media della EU, etc.
  • Tutte le forze politiche italiane s’impegnano per un forte investimento “culturale” in favore della Scienza che parta dalla scuola dell’obbligo, e coinvolga in prima persona non solo scienziati ed accademici, ma anche divulgatori, comunicatori, giornalisti ed intellettuali, senza dimenticare partnership con istituzioni pubbliche e con imprese private.


E’ importante ricordare che con questo tipo di approccio trasversale e bipartisan è possibile ottenere grandi risultati pratici. Un esempio di questo tipo di successo è l’approvazione nel dicembre 2016 da parte del Senato USA del XXIst Century Cures Act, una legge che ha ottenuto lo stanziamento di oltre sei miliardi di dollari per la ricerca biomedica che è stata approvata con 96 voti favorevoli (su 100) e l’appoggio di entrambi i partiti maggiori (democratici e repubblicani). Sarebbe un fantastico successo per il nostro Paese (e per la Scienza) se potessimo replicare questa strategia.

Autore: Guido Silvestri

Guido Silvestri, medico è Professore Ordinario di Patologia Generale alla Emory University di Atlanta (USA), dove è uno dei dodici scienziati che detengono il prestigioso titolo di Georgia Research Alliance Eminent Scholar. Dal 2013 è editore di Journal of Virology, la più antica e citata rivista di virologia al mondo, e dal 2018 è presidente del consiglio scientifico dell'ANRS, l’agenzia di stato francese che si occupa di AIDS, epatiti, e malattie infettive emergenti.


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