Pubblicato il 27/10/14

Capire il cancro per curarlo oppure curare il cancro per capirlo?

I finanziamenti in Italia per la ricerca rappresentano l’1.26% del PIL; troppo poco rispetto ad altre realtà come l’Europa nel suo complesso (1.96%), gli USA (2.9%) o il Giappone (3.36%). E non solo, spesso questi finanziamenti sono male indirizzati perché condizionati da valutazioni mal condotte e/o perché “a pioggia” (così son tutti contenti ma anche tutti…..poveri). Ma al netto di queste considerazioni, per il resto fila tutto liscio? C’è condivisione nel mondo scientifico ed anche in chi lo amministra su come finanziare la ricerca? Non proprio, perché una delle faccende più dibattute è quella relativa a quale tipo di ricerca vada sostenuta, soprattutto in un momento di vacche magre. La ricerca di base (che mira soprattutto a capire i meccanismi di malattia) o quella più vicina agli aspetti clinici, detta con orribile neologismo “traslazionale” (i cui risultati sono facilmente trasferibili nella pratica clinica)? Sarebbe importante che il cittadino, quando elargisce donazioni per la ricerca, sia in grado di indirizzarli specificamente al tipo di studi che preferisce finanziare. La nota odierna rappresenta il parere di uno scienziato italiano che ha il privilegio di godere di una visuale molto ampia sia perché lavora contemporaneamente in USA ed in Italia sia perché nella sua lunga attività di ricerca è partito dallo studio della chimica dei gas per arrivare allo studio di sistemi biochimici complessi che hanno rilevanza clinica. Un lungo percorso che l’ha esposto a varie tipologie di ricerca. Al netto di questa interessante diatriba, a noi la vera cosa irrinunciabile pare essere che sia finanziata solo la ricerca……di qualità. (vt)
“Io vedo e conosco, leggo e ricordo, ma solo quando faccio capisco!" (Confucio). 

Con questo breve intervento, vorrei sollevare un dibattito su come allinearsi e su cosa focalizzarsi nella lotta contro il cancro. Si tratta di uno spunto di riflessione mirato a capire se sia meglio INVESTIRE primariamente sulla comprensione delle BASI GENETICHE E MOLECOLARI DEL CANCRO, oppure se concentrarsi sul miglioramento delle tecniche moderne (come le NANOTECNOLOGIE), al fine di un maggiore beneficio in termini di DIAGNOSI PIU’ SENSIBILI E MENO COSTOSE e accuratezza delle terapie (CURE MIRATE).

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Autore/i

  • Giacinto Scoles

    Professore Emerito alla Princeton University (NJ, USA), docente presso la Temple University di Philadelphia (PA, USA) e l’Università di Udine. La sua lunga attività di ricerca è partita dallo studio dei gas nobili per arrivare attraverso un susseguirsi di passi successivi, allo studio di sistemi biochimici complessi che hanno rilevanza clinica. Attualmente coordina un progetto ERC della Comunità Europea sulla diagnostica innovativa in oncologia, denominato QUIDPROQUO.

Letture consigliate

"Perché ci ribelliamo"
di Victor Montori, pubblicato in Italia dal Pensiero Scientifico Editore.

Ho assistito ad un seminario di Montori in Sapienza. Rigoroso e guidato dai dati come deve essere uno scienziato serio ma anche capace di avere un’idea non allineata sull'interpretazione degli studi clinici e sul loro riflesso nella pratica clinica. E, soprattutto, completamente scevro per scelta radicale, da possibili conflitti di interessi. Del tutto inusuale e quindi...interessante da ascoltare e da leggere. (vt)

Conflitti d'interesse e salute
Come industrie e istituzioni condizionano le scelte del medico

La salute è un bene primario ed è, perciò, inevitabile che vi si concentrino grossi interessi economici e il rischio di conflitti d’interesse. E’ quindi irrinunciabile che ognuno di noi sia bene informato così da poter dire la propria come cittadino e, quando capita, come paziente o parente di paziente. Benvenuto quindi a questo libro. (vt)



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