Pubblicato il 20/07/15

Dormire bene è importante. La melatonina aiuta?

Il National Sleep Foundation (NSF) è un’organizzazione internazionale la cui missione è di migliorare salute e benessere attraverso l’educazione ad un sonno salutare. Nel 2015 il NSF ha riunito ben 18 esperti per valutare tutta la letteratura scientifica disponibile rappresentata da ben 321 lavori ritenuti dagli esperti i migliori oggi disponibili. In estrema sintesi, si consigliano dalle 14-17 ore di sonno per i neonati, 9-15 ore i bambini di un ampio range di età, 8-10 per gli adolescenti, 7-9 ore per i giovani adulti e 7-8 ore per gli adulti di età più avanzata. Per quanto la variabilità individuale è, come sempre, molto alta, in media dormire meno o più delle ore consigliate espone ad aumentato rischio di contrarre diverse malattie, come quelle cardiovascolari, l’obesità, il diabete ma anche alcune patologie neoplastiche, oltre alla difficoltà alla concentrazione. E la melatonina aiuta? (vt)
La melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale durante la notte o in condizioni di scarsa luminosità. La luce, infatti, inibisce la produzione di melatonina che si sincronizza in base alla luminosità dell’ambiente. I livelli circolanti di questa sostanza si possono misurare nel plasma, nella saliva, o nelle urine. La funzione fisiologica primaria della melatonina, la cui secrezione varia a seconda della durata della notte, è quello di regolare una serie di funzioni dell’ organismo che differiscono con l’ alternarsi della notte e del giorno o anche, probabilmente, con l’ alternarsi delle stagioni.

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Autore/i

  • Elvira Grandone

    Elvira Grandone, medico ricercatore. Si occupa di malattie monogeniche e multifattoriali, particolarmente coinvolta in progetti di ricerca sulla salute della donna. Autrice di numerosi articoli su riviste internazionali e di linee-guida nazionali sul rischio tromboembolico nella donna e sulla gestione di patologie ostetriche. Co-autrice anche di un documento coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità sul rischio trombotico da contraccettivi orali.

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