Pubblicato il 08/04/13

Epigenetica, la nuova frontiera della medicina che ci rende protagonisti del nostro futuro

Fino a qualche anno addietro eravamo convinti che il nostro DNA fosse esattamente un mix di quello trasferitoci da mamma e papà e che a nostra volta avremmo trasferito immutato ai nostri figli. Insomma, almeno da quel punto di vista pensavamo di essere completamente irresponsabili. Il DNA era com’era, con i suoi aspetti positivi e quelli negativi, e noi avevamo solo il compito di trasferirlo dai nostri genitori ai nostri figli. Ci sbagliavamo, non è così. Le nuove conoscenze sull’epigenetica ci spiegano che le nostre abitudini di vita (se fumiamo, cosa mangiamo, che farmaci assumiamo) possono modificare il DNA che abbiamo ricevuto dai nostri genitori aumentando il nostro rischio di contrarre varie malattie. Ma la cosa più strabiliante è che queste modifiche possono essere trasferite ai nostri figli e, in alcuni casi particolari, anche ai nostri nipoti e con esse trasferiamo anche il rischio di ammalarsi. Perbacco che responsabilità! (vt)
Dice John Sulston, Nobel per la Medicina: "La scienza è essenzialmente una attività culturale. Essa genera pura conoscenza riguardo noi stessi e l’universo in cui viviamo, conoscenza che continuamente rimodella il nostro pensare”. Questa riflessione è particolarmente vera pensando alla genetica. Infatti, dal 1953 anno di scoperta della struttura del DNA, l’incredibile sviluppo delle conoscenze ha radicalmente trasformato la medicina identificando le mutazioni genetiche responsabili di moltissime malattie.

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Autore/i

  • Sabrina Prudente

    Sabrina Prudente, biologo molecolare, coordina l’Unità di Ricerca sul Diabete presso l’Istituto CSS-Mendel di Roma (www.css-mendel.it) che studia i meccanismi genetici che predispongono alla malattia diabetica ed alle sue complicanze cardiovascolari e renali.

Letture consigliate

"Perché ci ribelliamo"
di Victor Montori, pubblicato in Italia dal Pensiero Scientifico Editore.

Ho assistito ad un seminario di Montori in Sapienza. Rigoroso e guidato dai dati come deve essere uno scienziato serio ma anche capace di avere un’idea non allineata sull'interpretazione degli studi clinici e sul loro riflesso nella pratica clinica. E, soprattutto, completamente scevro per scelta radicale, da possibili conflitti di interessi. Del tutto inusuale e quindi...interessante da ascoltare e da leggere. (vt)

Conflitti d'interesse e salute
Come industrie e istituzioni condizionano le scelte del medico

La salute è un bene primario ed è, perciò, inevitabile che vi si concentrino grossi interessi economici e il rischio di conflitti d’interesse. E’ quindi irrinunciabile che ognuno di noi sia bene informato così da poter dire la propria come cittadino e, quando capita, come paziente o parente di paziente. Benvenuto quindi a questo libro. (vt)



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