Pubblicato il 19/09/16

Ferrara: un caso di prevenzione a 360 gradi

L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) ci dice che le malattie non trasmissibili (malattie cardiovascolari-respiratorie, metaboliche ed oncologiche) rappresentano, soprattutto nel mondo occidentale, un problema di enorme portata, sia in termini di salute delle popolazioni che, inevitabilmente, di costi. E l’OMS ci dice anche quanto sarebbe utile mettere in pratica delle strategie di prevenzione che, se operative, sappiamo essere estremamente efficaci. Ma tra il dire e il fare…c’è spesso il mare. Spesso, ma non sempre come dimostra l’eccezionale esperienza della citta di Ferrara, oggetto della nota odierna.  (vt)
Coinvolgere una città intera in un progetto di prevenzione delle malattie cardiovascolari e oncologiche ‘olistico’, mirato cioè a promuovere corretti stili di vita ma anche a rendere la città più sana attraverso l’abbattimento dell’inquinamento (impiego di energie ‘pulite’, più biciclette e meno auto, monitoraggio della qualità dell’aria), l’individuazione di spazi per fare esercizio fisico all’aperto e la progettazione di città più ‘camminabili’. Questo in sintesi è il progetto nazionale “Città della prevenzione”, che partirà a settembre da Ferrara e coinvolgerà successivamente numerosi comuni italiani.

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Autore/i

  • Maria Rita Montebelli

    Maria Rita Montebelli lavora come internista presso la Fondazione Policlinico Agostino Gemelli di Roma ed è specialista in endocrinologia. Si occupa da trent’anni di divulgazione medico-scientifica, come giornalista, moderatore di incontri scientifici, addetto stampa. Scrive per Quotidiano Sanità e per il portale Salute di Repubblica.

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