Il dramma della dipendenza da gioco d’azzardo

“La mia vita era in balia di quell'ossessione. Avevo un'impresa che valeva centinaia di migliaia di euro e ora non ho più nulla, solo debiti che non potrò mai ripagare. La mattina uscivo da casa con un unico pensiero: andare da quella macchina di ferro ad aspettare di vincere; l'adrenalina mi saliva nel cervello quando stavo lì in attesa, non se vincevo, tanto poi lo sapevo che, se pure avessi vinto, avrei buttato di nuovo tutto in quella bocca vorace. La mia droga era quell'attesa, quella sfida al mondo, quel pazzo desiderio di essere il primo, l'unico, il migliore. Poteva squillare il telefono, potevano venire in sala slot moglie, figli, io non rispondevo, nemmeno li vedevo...in trance ipnotica davanti a quei colori e quei suoni”. E' la storia di uno dei tanti giocatori caduti nell'inferno dell'azzardo.
Autore/i
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Lucia Coco
Psicologa clinica con formazione analitico/transazionale. Referente del Centro di riferimento regionale umbro del gioco d’azzardo patologico presso l’USL 2 – Umbria. Docente presso la scuola di specializzazione di psicoterapia analitico-transazionale dell’Università di Caserta.
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