Pubblicato il 02/11/15

Il rischio di trombosi venose nelle gravidanze ottenute con tecniche di procreazione medicalmente assistita.

A mano a mano che la medicina progredisce ed offre sempre maggiori soluzioni ai problemi dei pazienti, si è costretti ad affrontare anche gli aspetti negativi, gli effetti collaterali, che inevitabilmente sono collegati alle nuove procedure. Ed in questa opera di identificazione di problematiche nuove per i medici e per tutto il sistema sanitario, è molto importante poter fare affidamento su una puntuale registrazione delle procedure e degli eventi avversi che si verificano. Servono, cioè, i registri nazionali dedicati specificamente a quelle patologie che per gravità e/o per frequenza rivestono particolare importanza. Purtroppo, in Italia la cultura dei registri nazionali è arretrata, se paragonata ai Paesi occidentali più ricchi ed evoluti. Ed allora ci si arrangia, a volte anche bene come nel caso presentato oggi, con italica capacità di adattamento.  (vt)

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Autore/i

  • Elvira Grandone

    Elvira Grandone, medico ricercatore. Si occupa di malattie monogeniche e multifattoriali, particolarmente coinvolta in progetti di ricerca sulla salute della donna. Autrice di numerosi articoli su riviste internazionali e di linee-guida nazionali sul rischio tromboembolico nella donna e sulla gestione di patologie ostetriche. Co-autrice anche di un documento coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità sul rischio trombotico da contraccettivi orali.

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Di Guido Silvestri - Rizzoli (2019)

Si parla di scienza in generale e non solo di virus. E si parla anche della vita di un uomo che, certo, è uno scienziato, ma non solo. E qui e lì compaiono le vite di altri uomini, pazienti, medici, ricercatori. Storie interessanti e ben descritte che hanno riempito piacevolmente buona parte di un lungo viaggio di trasferimento. (vt)

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Dottor web & mister truffa: come internet ti ruba salute e soldi
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Le bufale, i ciarlatani, i creduloni e il ruolo del WEB male utilizzato. C’è un mondo incredibile e terribile dentro il libro di un giornalista che ha fatto della lotta alla cattiva scienza biomedica il proprio tratto distintivo. Non le manda a dire il nostro ma lo fa con leggerezza, così come si fanno le cose serie. (vt)

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