Pubblicato il 03/07/17

Il secondo Rapporto GIMBE certifica: il servizio sanitario e' in prognosi riservata. Entro il 2025 saremo orfani della sanita' pubblica?

Michael Marmot (The Health Gap: The Challenge of an Unequal World, edito da Bloomsbury, o leggete un'estrema sintesi su http://www.fivehundredwords.it/argument/it-la-salute-diseguale-la-sfida-di-un-mondo-ingiusto) c’insegna che la diseguaglianza nella possibilità di essere sani e di essere curati per rimanere o tornare ad esser tali è diffusa in tutto il mondo, pur se con delle differenze. E’ drammatica nel mondo anglosassone (soprattutto in USA) e meno drammatica in paesi con un welfare degno di questo nome, come i paesi scandinavi e l’Italia. Ma il futuro non è roseo per noi. Manca la visione e la programmazione conseguente per mantenere il nostro sistema sanitario come elemento centrale nel cercare di curare il maggior numero di persone nel miglior modo possibile. (vt)
In assenza di un piano politico di salvataggio a medio-lungo termine, ci pensa il rapporto della Fondazione GIMBE (www.rapportogimbe.it) a valutare con prospettiva decennale il tema della sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ripartendo dal suo obiettivo primario: promuovere, mantenere e recuperare la salute delle persone.

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Autore/i

  • Nino Cartabellotta

    Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

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