Pubblicato il 21/01/13

La centralità del paziente

Nonostante fin dal 2001 la “centralità del paziente” sia stata indicata, dallo Institute of Medicine (IOM) americano, come elemento indispensabile di un sistema sanitario moderno, resta molto difficile definirla con precisione anche perché a promuoverla sono chiamati diversi aspetti della gestione della persona malata. Nella nota odierna, si affronta il problema dell’accettabilità delle prestazioni sanitarie; è pacifico che senza una loro accettazione preliminare è del tutto improprio parlare di centralità del paziente ma spesso questa ovvietà è ignorata. Il protagonista della vignetta, ha tutto uno staff a disposizione pronto a curarlo col massimo delle forze a disposizione; ma….siamo sicuri sia proprio quello che vuole? Più in generale, la centralità del paziente ha due fasi distinte. La prima è relativa alla comunicazione fra medico e paziente e prevede che quest’ultimo venga informato (sulla base di chiare evidenze scientifiche) sulle opzioni disponibili e sui loro esiti clinici. Questa fase è facile da definire, anche se è spesso disattesa. La seconda fase è più complessa da attuare perché prevede che si assegni ai pazienti ed ai loro parenti la responsabilità di determinare la qualità dei servizi sanitari. Secondo lo IOM i principi che sottendono questa seconda fase sono “un bisogno di trasparenza” ed “il paziente come fonte di controllo”, eliminando così ogni rischio di autoreferenzialità da parte delle strutture sanitarie. Scenario affascinante ma quanto lavoro ancora da fare!  (vt)
La qualità delle prestazioni sanitarie è descrivibile sulla base di dimensioni come l’efficacia (capacità di produrre i benefici attesi), la sicurezza (assenza di rischi connessi alla loro erogazione), l’eticità (allineamento ai valori morali correnti della società), l’efficienza (capacità di ottimizzare il rapporto tra risultato prodotto e sacrificio economico sostenuto per produrlo), l’accessibilità (facilità con cui è possibile usufruirne), la continuità (coordinamento tra i diversi operatori che devono intervenire nella loro erogazione).

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Autore/i

  • Ubaldo Montaguti

    Ubaldo Montaguti svolge attività di ricerca ed organizza incontri di studio e corsi di formazione sui servizi sanitari nell’ambito della Sezione di Sanità Pubblica e Management Sanitario dell’Accademia Nazionale di Medicina di cui è responsabile scientifico.

Letture consigliate

"Perché ci ribelliamo"
di Victor Montori, pubblicato in Italia dal Pensiero Scientifico Editore.

Ho assistito ad un seminario di Montori in Sapienza. Rigoroso e guidato dai dati come deve essere uno scienziato serio ma anche capace di avere un’idea non allineata sull'interpretazione degli studi clinici e sul loro riflesso nella pratica clinica. E, soprattutto, completamente scevro per scelta radicale, da possibili conflitti di interessi. Del tutto inusuale e quindi...interessante da ascoltare e da leggere. (vt)

Conflitti d'interesse e salute
Come industrie e istituzioni condizionano le scelte del medico

La salute è un bene primario ed è, perciò, inevitabile che vi si concentrino grossi interessi economici e il rischio di conflitti d’interesse. E’ quindi irrinunciabile che ognuno di noi sia bene informato così da poter dire la propria come cittadino e, quando capita, come paziente o parente di paziente. Benvenuto quindi a questo libro. (vt)



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