Pubblicato il 02/05/17

La medicina di genere: un appello!

La gran parte della sperimentazione clinica è svolta in soggetti di sesso maschile e poi….le terapie che ne derivano sono somministrate indistintamente a uomini e donne. Ma siamo sicuri che effetti benefici, effetti collaterali indesiderati e posologie siano uguali fra i due sessi? E’ solo un esempio. Ce ne sono molti altri che richiamano l’attenzione sul fatto che la medicina è oggi a misura di uomo mentre più del 50% degli utenti sono…donne! Sull’argomento, di enorme rilevanza per una sanità più equa ed efficace, riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente nota. (vt)
Le conseguenze pratiche dell'attenzione alle differenze sessuali e di genere nella pratica clinica e di relazione di cura, com’è noto, non sono ancora conosciute e diffuse presso tutti i professionisti - medici e non - della sanità italiana.

Mentre reputo che le recenti rilevazioni e conoscenze acquisite nelle più diverse branche specialistiche possano davvero favorire la riduzione delle diseguaglianze e l'equità in sanità  - sia per l'accesso alle cure , sia per la appropriatezza delle stesse -  che, in altro modo, rischia di essere parola vuota.

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Autore/i

  • Valeria Manicardi

    Valeria Manicardi, medico diabetologo, è Direttrice dell'Unità Internistica Multidisciplinare dell'Ospedale di Montecchio (RE) e coordinatrice della Rete Diabetologica Interaziendale di Reggio Emilia (AUSL e ASMN). E’ anche Coordinatrice Nazionale del Gruppo Donna dell'Associazione Medici Diabetologi (AMD) e ha coordinato gli studi sulle differenze di genere in diabetologia tratti dai dati degli Annali AMD 2011. 

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