Pubblicato il 03/02/14

La medicina ha i suoi limiti. Bisogna farsene una ragione

Troppa medicina viene richiesta e troppa ne viene offerta, in un circolo vizioso che non fa bene a nessuno. Non fa bene al sistema sanitario nazionale, non fa bene al paziente ed alla lunga non fa bene neanche al medico. La medicina ha dei limiti, a volte limiti gravi. Bisogna capirlo, farlo capire ed aiutare i pazienti a farsene una ragione. (vt)
La signora Giovanna è una casalinga di 63 anni che da qualche mese soffre di un fastidioso dolore all'anca. Il suo medico di famiglia ritiene necessario un consulto dell'ortopedico che non ritiene necessario alcun intervento chirurgico e invia la paziente al reumatologo. Questi, in assenza di malattie infiammatorie sistemiche, la indirizza a un fisiatra che la affida a un fisioterapista che, finalmente, inizia la terapia. In un momento in cui la crisi di credibilità della professione medica si accompagna alla limitata sostenibilità della sanità pubblica, qual è la giusta relazione tra il sapere del medico e l'esperienza di malattia del paziente? Tra le conoscenze scientifiche e il sentirsi ammalato? Tra il bisogno di salute e la domanda di prestazioni sanitarie? Tra la guarigione (cure) e l'assistenza (care) ?

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Autore/i

  • Nino Cartabellotta

    Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

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