Pubblicato il 02/09/13

La nefrologia avvicina il Sud al Nord del mondo

L’attività di ricerca nel campo biomedico è indispensabile per acquisire nuove conoscenze e confermare o rifinire quelle già in nostro possesso. Ma è altrettanto indispensabile che queste conoscenze siano poi disseminate per diventare patrimonio comune e migliorare la qualità e la durata della vita della popolazione intera. Quando questo secondo passaggio resta, anche solo parzialmente, inevaso si creano disparità, a volte clamorose, nelle capacità di cura in contesti culturali ed economici diversi. Tanto da far sì che malattie trattabili con facilità in alcune zone del mondo non lo siano per niente in altre regioni più povere, condannando a morte pazienti che altrove sarebbero ben curabili. C’è discriminazione più odiosa e insopportabile? Non è obbligatorio che ognuno per la propria parte di competenza si faccia carico di un’ingiustizia così grave? Le società scientifiche possono fare molto e per fortuna in alcuni casi fanno molto. E’ il caso della società internazionale di nefrologia (International Society of Nephrology) che per bocca del suo attuale Presidente ci aggiorna sulle iniziative intraprese per avvicinare il Sud al Nord del mondo, almeno nel settore delle malattie renali. (vt)
I traguardi raggiunti negli ultimi dieci anni dalla comunità scientifica nefrologica nella promozione di strategie per prevenire, diagnosticare e curare le malattie renali sono stati impressionanti, grazie ai risultati della ricerca sperimentale e clinica. Il dovere dei nefrologi è di diffondere a livello globale, e dunque anche nei paesi poveri, questi straordinari risultati. La International Society of Nephrology (ISN) è impegnata, proprio nei paesi poveri o emergenti, nella formazione di figure professionali sia per l’attività clinica sia di ricerca.

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Autore/i

  • Giuseppe Remuzzi
    Giuseppe Remuzzi è Direttore del Dipartimento di Medicina degli Ospedali Riuniti di Bergamo e coordina le attività di ricerca delle sedi di Bergamo dell’Istituto Mario Negri e del Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare. E’ membro del “Gruppo 2003” che annovera gli scienziati italiani più citati dalla letteratura scientifica ed ha ricevuto nel 2007 il “John P. Peters Award”, il più prestigioso premio nel campo della nefrologia internazionale. E’ Commendatore della Repubblica per meriti scientifici ed editorialista del Corriere della Sera.
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