Pubblicato il 23/03/15

Le diseguaglianze nella sanità dei tanti tagli – Il caso dei dispositivi medici.

Le diseguaglianze nei servizi sanitari offerte nelle varie regioni d’Italia sono sotto gli occhi di chi vuol vedere. Non c’è alcun dubbio che alcune amministrazioni regionali, soprattutto del sud, sono state incapaci, quando non peggio. Ed è, quindi, indispensabile porre rimedio a questa situazione. Il problema è come. Per cominciare dalla fonte, perché non accettare il fallimento del decentramento regionale nella gestione della sanità e tornare a far vivere a pieno titolo l’articolo 32 della Costituzione che affida alla Repubblica il compito di tutelare la salute come fondamentale diritto del cittadino? E poi, perché pensare solo ai tagli? Perché, per esempio, non investire in alte tecnologie che sul tempo medio-lungo producono riduzione di spese e miglioramento della qualità assistenziale, invece che pensare solo a tagliare, col risultato che accanto alla riduzione dei costi, a volte, si ottiene anche la riduzione della qualità assistenziale? Certo, ci vuole competenza e una visione della società che si vuole costruire. Virtù rare.  (vt)
Il periodo attuale è caratterizzato anche in sanità dal tentativo di riduzione dei costi in modo da renderli compatibili con le difficoltà della finanza pubblica. E questo anche in un settore universalmente considerato efficiente e concorrenziale rispetto a quello di altri paesi. Tutto ciò contribuisce a far crescere i timori di una riduzione della spesa senza razionalizzazione e senza preoccupazione per i contraccolpi sul piano della appropriatezza delle cure e della loro equità.

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Autore/i

  • Carla Collicelli

    Carla Collicelli è Vice Direttore Generale del Censis. Tra le molte attività dedicate agli aspetti sanitari, è coinvolta nella Misurazione del Sistema di Valutazione dei Servizi sanitari del Ministero della Salute, nel Comitato Scientifico dell’Istituto Nazionale per la medicina della Povertà e delle Migrazioni e della Fondazione Glaxo Smith-Kline, nell’Osservatorio sulla condizione assistenziale dei malati oncologici e nel Comitato Etico della Fondazione Umberto Veronesi.  Collabora, inoltre, con Il Sole 24 ore, il Messaggero e L’avvenire.

Letture consigliate

"Perché ci ribelliamo"
di Victor Montori, pubblicato in Italia dal Pensiero Scientifico Editore.

Ho assistito ad un seminario di Montori in Sapienza. Rigoroso e guidato dai dati come deve essere uno scienziato serio ma anche capace di avere un’idea non allineata sull'interpretazione degli studi clinici e sul loro riflesso nella pratica clinica. E, soprattutto, completamente scevro per scelta radicale, da possibili conflitti di interessi. Del tutto inusuale e quindi...interessante da ascoltare e da leggere. (vt)

Conflitti d'interesse e salute
Come industrie e istituzioni condizionano le scelte del medico

La salute è un bene primario ed è, perciò, inevitabile che vi si concentrino grossi interessi economici e il rischio di conflitti d’interesse. E’ quindi irrinunciabile che ognuno di noi sia bene informato così da poter dire la propria come cittadino e, quando capita, come paziente o parente di paziente. Benvenuto quindi a questo libro. (vt)



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