Pubblicato il 10/12/12

Siamo responsabili della nostra salute

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ci dice che in Europa, più del 80% delle morti è causato da malattie cardiovascolari e respiratorie, tumori e diabete. Nei paesi occidentali più ricchi queste patologie affliggono soprattutto le classi sociali più deboli, aggiungendo ad un aspetto di ordine sanitario un problema più generale di grave disuguaglianza sociale. Abuso di alcol, fumo di sigarette, cattiva alimentazione (sia in senso quantitativo - mangiar troppo - che qualitativo - mangiar male) ed insufficiente attività fisica sono i principali fattori di rischio delle succitate malattie e di grave disabilità. Infatti, gli straordinari progressi medici degli ultimi decenni hanno si allungato molto la durata della vita ma molto poco la durata della vita in salute. Si vive più a lungo ma, spesso, gli anni guadagnati non sono vissuti in buona salute ma, al contrario, con un peggioramento della qualità della vita. Tutto ciò, oltre che essere molto penoso per i pazienti e per i loro cari, sta portando al collasso i sistemi sanitari delle nazioni più evolute e ricche del mondo, dove il cittadino, comprensibilmente, pretende prestazioni sanitarie che sono spesso di altissimo livello e, quindi, anche molto costose. Si intravede già il momento in cui non potremo più permettercelo, esacerbando ancora di più le diseguaglianze sociali (chi potrà, si permetterà una medicina privata e gli altri….si arrangeranno). Insieme alla responsabilità delle Istituzioni e della classe medica, è indispensabile, quindi, che anche il singolo cittadino senta la responsabilità individuale di proteggere la propria salute mediante l’adozione di comportamenti corretti. Non sono tante ma sono importantissime le cose che possiamo fare da soli e, pur rischiando di essere noiosi, le ripetiamo: non eccedere con l’alcol, non fumare, mangiare modiche quantità di cibo sano e non essere sedentari. QM, il protagonista della nostra vignetta, deciderà del proprio futuro in base alle scelte di oggi. Abbiamo già pubblicato una nota sull’importanza dell’attività fisica (http://fivehundredwords.it/argument/it-attivit-fisica-e-salute); la nota di oggi affronta il problema della adeguata quantità di cibo. Mangiamo troppo ed i risultati delle ricerche sull’effetto del mangiar meno sono entusiasmanti anche se ne servono di ulteriori per arrivare a conclusioni certe ed utilizzabili nella pratica clinica. Nel frattempo un po’ di raziocinio e di senso del limite può aiutarci a scelte parche ed intelligenti; lo dobbiamo a noi stessi ed alla società in cui viviamo, se  vogliamo provare a migliorarla. (vt)
Negli ultimi decenni abbiamo accumulato una straordinaria quantità di dati scientifici sulla fisiopatologia e la terapia dell’obesità, del diabete, delle patologie cardiovascolari e del cancro nella specie umana. Sorprendentemente, invece, si conosce poco su come un individuo giovane e in salute possa rimanere fisicamente e mentalmente sano, felice, attivo, forte, indipendente e socialmente utile per il più lungo tempo possibile.

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Autore/i

  • Luigi Fontana
    Luigi Fontana è Professore Ordinario di Scienze della Nutrizione all’Università di Salerno e Visiting Professor alla Washington University di St.Louis,negli Stati Uniti dove coordina un programma di ricerca sulla longevità.  Dirige un gruppo di ricerca al CEINGE di Napoli su "invecchiare in salute".
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