Pubblicato il 19/04/20

Telemedicina: la medicina a casa tua

Dicono che niente sarà più come prima, dopo la COVID-19. E alcune cose potrebbero essere anche migliori. Per restare a quelle di ordine pratico, molte attività potrebbero essere svolte, almeno in parte, da remoto, risparmiando tempo e stress e riducendo inquinamento e sfruttamento di risorse. In alcuni casi, le attività da remoto potrebbero anche rendere più fruibili alcuni servizi, non esattamente facili da ottenere a causa di distanze fisiche difficili da colmare, soprattutto se in tempi contingentati. A questa categoria fa, per esempio, riferimento la telemedicina di cui tratta la nota odierna. (vt)
Molti vi ricorrono già, magari senza saperlo o senza considerarlo. Quante volte un paziente si rivolge al medico di fiducia telefonicamente, o gli pone un quesito, o gli invia documenti via e-mail? E a quale medico non è mai capitato di confrontarsi con un collega per telefono o via chat? In questi casi, di fatto, ci stiamo servendo di “telemedicina”, cioè dell’erogazione di servizi sanitari mediante l’uso di tecnologie, perché medico e paziente (oppure due professionisti) non sono nello stesso luogo.

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Autore/i

  • Marina Valenzano

    Marina Valenzano è medico specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo. Attiva particolarmente nell’ambito delle tecnologie per la cura del diabete mellito, attualmente collabora su progetti di ricerca ed assistenziali con il servizio di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo ed il Dipartimento di Scienze Mediche presso la Città della Salute e della Scienza di Torino.

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EMERGENZA COVID-19: La necessità di una corretta comunicazione da fonti affidabili. Il monito dell’Accademia dei Pazienti e dei Pazienti Esperti EUPATI

Sempre a proposito di informarsi bene in ambito medico, difendendosi da un eccesso di informazione (infodemia) quando non dalle fake news, emerge sempre maggiore la necessità di una corretta comunicazione da fonti affidabili e capita quindi a fagiolo il monito dell’Accademia dei Pazienti Esperti del progetto EUPATI

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Non facile in questo rumore di fondo causato da un numero smisurato di informazioni non sempre ottimali e spesso “gridate”. Ne consegue una grave infodemia (dal vocabolario Treccani “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”). Ed ecco il report su COVID-19 dell’Accademia dei Lincei, preciso ed essenziale.

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