Pubblicato il 08/01/18

Cannabis per il dolore cronico: tante speranze, poche evidenze

Purtroppo continua ad accadere. Si emanano leggi e relative circolari esplicative su aspetti sanitari (prescrizioni diagnostiche, utilizzo di farmaci, etc.) non precedute da un attento studio dei dati disponibili in letteratura e, in ultima analisi, senza evidentemente chiedere il supporto di scienziati e metodologi che siano realmente in grado di dire una parola solida sullo stato dell’attuale conoscenza. Siamo convinti dell’utilità di applicare il rigoroso metodo scientifico a decisioni politiche e gestioni amministrative che, in generale, impattano su molti campi dell’organizzazione sociale e sulla nostra vita quotidiana e forse chiediamo troppo. Ma possiamo almeno sperare che il sogno si avveri su aspetti che riguardano la nostra salute? (vt)
Dal 14 dicembre 2016 è disponibile in Italia la cannabis FM2 prodotta dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, contenente tetraidrocannabinolo (THC) e cannabidiolo (CBD). Il 22/2/2017 il Ministero della Salute ha emanato una circolare, informando medici e farmacisti sulla preparazione e l’utilizzo della cannabis FM2. Tra le indicazioni, “…l’analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale) resistente alle terapie convenzionali…” e “…l’analgesia nel dolore cronico (con particolare riferimento al dolore neurogeno) in cui il trattamento con antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace…”. La circolare sottolinea che “…la cannabis è un trattamento sintomatico di supporto a quelli standard, quando questi non hanno prodotto gli effetti desiderati o hanno provocato effetti secondari non tollerabili o necessitano di incrementi posologici che potrebbero determinare effetti collaterali…"

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Autore/i

  • Nino Cartabellotta

    Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

Letture consigliate

"Perché ci ribelliamo"
di Victor Montori, pubblicato in Italia dal Pensiero Scientifico Editore.

Ho assistito ad un seminario di Montori in Sapienza. Rigoroso e guidato dai dati come deve essere uno scienziato serio ma anche capace di avere un’idea non allineata sull'interpretazione degli studi clinici e sul loro riflesso nella pratica clinica. E, soprattutto, completamente scevro per scelta radicale, da possibili conflitti di interessi. Del tutto inusuale e quindi...interessante da ascoltare e da leggere. (vt)

Conflitti d'interesse e salute
Come industrie e istituzioni condizionano le scelte del medico

La salute è un bene primario ed è, perciò, inevitabile che vi si concentrino grossi interessi economici e il rischio di conflitti d’interesse. E’ quindi irrinunciabile che ognuno di noi sia bene informato così da poter dire la propria come cittadino e, quando capita, come paziente o parente di paziente. Benvenuto quindi a questo libro. (vt)



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