Pubblicato il 27/06/16

Ce lo dice la ricerca: un paese corrotto corrompe i propri giovani

Gli onesti, sono onesti perché….ci sono nati? E i disonesti? Chi si dice convinto dell’intrinseca natura della disonestà, si rassegna, in qualche maniera, ad un disegno deterministico delle caratteristiche individuali della personalità umana. Al contrario chi si dice convinto del meccanismo di acquisizione, almeno parziale, di pregi e difetti, investe anche la società e le sue istituzioni della responsabilità o del merito di vizi e virtù personali e d’interi gruppi sociali. (vt)
Ma le persone ci nascono disoneste o ci diventano? La risposta ad una domanda così cruciale, per le ricadute che può avere sull’organizzazione ed il governo di paesi e comunità, andrebbe cercata rigorosamente, ossia con metodi scientifici. E, per fortuna, in uno studio pubblicato su Nature lo scorso 24 marzo è stata testata l’ipotesi di un meccanismo “acquisitivo” del grado individuale di disonestà, verificandone la correlazione con il livello di corruzione delle istituzioni nazionali.

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Autore/i

  • Vincenzo Trischitta
     
     

    Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica e l’epidemiologia del diabete e delle sue complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo. E’ tra i fondatori, nel 2019, del Patto Trasversale per la Scienza. Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

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