Pubblicato il 13/10/14

E-cigarettes: si o no?

Insistiamo ancora sulle sigarette elettroniche, perché l’argomento è importante e le certezze poche. E ciò crea confusione ed a volte polemiche. E’ addirittura scesa in campo l’organizzazione mondiale della sanità, con una presa di posizione molto rigorosa; secondo alcuni, anche troppo. Ma è importante che l'argomento resti "vivo", in attesa che i decisori politici arrivino a formulare norme di compotamento omogenee, possibilmente in ambito europeo, che impediscano l'affermarsi di atteggiamenti opportunistici. L'auspicio è che si proceda con una metodologia razionale, scientifica, basata sui dati acclarati e con l'indispensabile coinvolgimento di esperti riconsociuti che siano liberi da potenziali conflitti d'interesse. (vt)
Dal 2005 l’industria delle sigarette elettroniche (e-cigarettes) è cresciuta a dismisura ed oggi fa affari in USA per 3 miliardi di dollari con ben 446 marche diverse, un mercato in cui l'industria del tabacco sta assumendo una sempre maggiore partecipazione. E’ questa la maggiore preoccupazione dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS) che, in preparazione in un meeting che si terrà a Mosca in ottobre, ha emesso - lo scorso 26 agosto - un comunicato molto forte che non ha mancato di suscitare diverse reazioni (http://apps.who.int/gb/fctc/PDF/cop6/FCTC_COP6_10-en.pdf?ua=1).

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Autore/i

  • Vincenzo Trischitta

    Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

    Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

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