Pubblicato il 09/05/18

Il mantra della sanita' "integrativa". Vera necessita' o sapiente strategia di marketing?

Viviamo in epoca di fake news, o di bufale come eravamo abituati a chiamarle, ma non ci aspettiamo che riguardino diritti inalienabili del cittadino quale quello alla salute e senza che le istituzioni di riferimento facciano da scudo. La nota di oggi avanza più di qualche dubbio sulla reale utilità della sanità “integrativa”, almeno così com’è oggi autorizzata e organizzata. E punta il dito sulla cattiva informazione che alimenta ad arte la preoccupazione per un sempre maggior numero di cittadini che rinuncerebbe a curarsi perché incapace di sostenere le spese sanitarie. (vt)
La crisi di sostenibilità del servizio sanitario nazionale (SSN) è da anni sotto osservazione. Con il definanziamento ormai irreversibile e l’incapacità a ridurre gli sprechi, la proposta più gettonata per ridare ossigeno al sistema è di potenziare il “secondo pilastro”, attingendo a risorse da “terzi paganti”. Questa soluzione si è fatta largo grazie ad un impianto legislativo frammentato che ha permesso alla sanità “integrativa” di diventare gradualmente “sostitutiva” e ad una martellante campagna che racconta come a causa di minori investimenti pubblici aumenterebbe il numero dei cittadini che, incapaci di pagare di tasca propria le spese sanitarie, rinuncia alle cure. Ma è davvero così? Analizziamo i dati.

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Autore/i

  • Nino Cartabellotta

    Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

Letture consigliate

"Perché ci ribelliamo"
di Victor Montori, pubblicato in Italia dal Pensiero Scientifico Editore.

Ho assistito ad un seminario di Montori in Sapienza. Rigoroso e guidato dai dati come deve essere uno scienziato serio ma anche capace di avere un’idea non allineata sull'interpretazione degli studi clinici e sul loro riflesso nella pratica clinica. E, soprattutto, completamente scevro per scelta radicale, da possibili conflitti di interessi. Del tutto inusuale e quindi...interessante da ascoltare e da leggere. (vt)

Conflitti d'interesse e salute
Come industrie e istituzioni condizionano le scelte del medico

La salute è un bene primario ed è, perciò, inevitabile che vi si concentrino grossi interessi economici e il rischio di conflitti d’interesse. E’ quindi irrinunciabile che ognuno di noi sia bene informato così da poter dire la propria come cittadino e, quando capita, come paziente o parente di paziente. Benvenuto quindi a questo libro. (vt)



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