Pubblicato il 23/08/21

Ma siamo sicuri che, in una visione globale, la terza dose del vaccino anti-COVID-19 sia giusta o almeno utile?

Si parla già da qualche settimana di terza dose del vaccino anti-COVID-19 ma sia le informazioni prettamente scientifiche sia lo scenario complessivo sul quale una simile decisione andrebbe ad impattare sono poco chiare e ancor meno discusse. (vt)
Proprio in questi giorni i Centers for Disease Control (CDC) americani hanno suggerito l’uso della terza dose vaccinale pur se solo in soggetti immuno-depressi. Anche UK, Francia, Germania hanno deciso di non attendere i risultati degli studi di efficacia e cominceranno tra poche settimane a somministrare la terza dose con indicazioni meno restrittive dedicandola agli over 50-60 e ai soggetti a rischio. Israele ha già iniziato praticamente a tappeto, senza limitazioni. In questa faccenda sono due gli aspetti da considerare. Il primo, fa riferimento all’efficacia della terza dose che, per quanto sia ragionevole ipotizzare, manca ancora oggi di dati robusti, come gli stessi CDC ed EMA hanno sottolineato.

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Autore/i

  • Vincenzo Trischitta
     
     

    Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica e l’epidemiologia del diabete e delle sue complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo. E’ tra i fondatori, nel 2019, del Patto Trasversale per la Scienza. Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

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