Pubblicato il 21/07/14

Per un mondo migliore

Il nostro mondo è cronicamente malato, come cronicamente malati siamo noi ed altre specie che lo popolano. Entro certi limiti tutto ciò è inevitabile. Ma noi rischiamo di andare oltre. Le malattie non comunicabili, legate a cattive abitudini comportamentali e all’inquinamento, causano circa 35 milioni di morti all’anno (i due terzi delle morti totali), soprattutto nelle classi più povere e nelle nazioni a redditi più bassi. E l’inquinamento e la distruzione dell’ambiente stanno causando nuove malattie infettive, alcune tramesse dagli animali. Per arrestare questa tendenza, è necessaria una strategia globale che preveda il coinvolgimento di scienziati, medici, veterinari, agronomi, associazioni di volontariato ed un diretto coinvolgimento di istituzioni ed organizzazioni che rappresentano il maggior numero possibile di individui. Ma perché possa nascere un progetto tanto ambizioso quanto determinante per il nostro futuro è indispensabile sviluppare…l’etica della lungimiranza.  (vt)
La Terra dovrebbe cessare di esistere fra circa 5 miliardi di anni, inglobata dall’inevitabile espansione del Sole. Abbiamo ancora un sacco di strada da fare. Ma riusciremo a sopravvivere tanto a lungo? Al netto di eventi naturali non prevedibili né controllabili, riusciremo a non auto-estinguerci a causa di comportamenti irresponsabili? Forse dalla nostra storia e dai nostri errori, possiamo imparare a preparare un futuro migliore. Vediamo, quindi, da dove veniamo.

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Autore/i

  • Vincenzo Trischitta

    Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

    Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

Letture consigliate

"Perché ci ribelliamo"
di Victor Montori, pubblicato in Italia dal Pensiero Scientifico Editore.

Ho assistito ad un seminario di Montori in Sapienza. Rigoroso e guidato dai dati come deve essere uno scienziato serio ma anche capace di avere un’idea non allineata sull'interpretazione degli studi clinici e sul loro riflesso nella pratica clinica. E, soprattutto, completamente scevro per scelta radicale, da possibili conflitti di interessi. Del tutto inusuale e quindi...interessante da ascoltare e da leggere. (vt)

Conflitti d'interesse e salute
Come industrie e istituzioni condizionano le scelte del medico

La salute è un bene primario ed è, perciò, inevitabile che vi si concentrino grossi interessi economici e il rischio di conflitti d’interesse. E’ quindi irrinunciabile che ognuno di noi sia bene informato così da poter dire la propria come cittadino e, quando capita, come paziente o parente di paziente. Benvenuto quindi a questo libro. (vt)



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