Pubblicato il 04/04/16

Ricerca indipendente: i risultati dello studio GIMBE-AIFA e la ripresa del programma nazionale

La mancata attenzione che il nostro Paese dedica alla ricerca è sotto gli occhi di tutti. S’investono pochi soldi, di solito meno che nei Paesi più evoluti. Ma come sono spesi? Qui la nebbia è fitta perché, finora, non si è mai avuta un’analisi del rapporto costi-benefici da nessuna delle agenzie italiane preposte al finanziamento della ricerca scientifica, almeno nel settore biomedico. E’ con grande e favorevole stupore che, quindi, si porta all’attenzione dei nostri lettori la notizia che l’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) e la fondazione GIMBE hanno collaborato per analizzare l’esito dei 207 progetti ricerca finanziati da AIFA nel periodo 2005-2009 per un totale di quasi 100 milioni di euro, provenienti dalle casse delle aziende farmaceutiche. I risultati, ahinoi, non sono incoraggianti ma…brava AIFA che non ha avuto paura di essere il primo giudice di se stessa e brava GIMBE che ha fornito il proprio supporto economico ed organizzativo ad un’operazione di trasparenza inusuale in Italia e che speriamo sia imitata da altri organi istituzionali. (vt)
La legge che nel 2004 ha istituito l’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) chiedeva alle aziende farmaceutiche di devolvere il 5% delle spese promozionali a un fondo destinato alla ricerca indipendente sui farmaci: negli anni 2005-2009 l’AIFA ha finanziato 207 progetti di ricerca con oltre 96 milioni di euro. Le evidenze accumulate negli ultimi anni sugli sprechi della ricerca suggeriscono che è indispensabile conoscere il “fato” degli studi finanziati.

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Autore/i

  • Nino Cartabellotta

    Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

Letture consigliate

"Perché ci ribelliamo"
di Victor Montori, pubblicato in Italia dal Pensiero Scientifico Editore.

Ho assistito ad un seminario di Montori in Sapienza. Rigoroso e guidato dai dati come deve essere uno scienziato serio ma anche capace di avere un’idea non allineata sull'interpretazione degli studi clinici e sul loro riflesso nella pratica clinica. E, soprattutto, completamente scevro per scelta radicale, da possibili conflitti di interessi. Del tutto inusuale e quindi...interessante da ascoltare e da leggere. (vt)

Conflitti d'interesse e salute
Come industrie e istituzioni condizionano le scelte del medico

La salute è un bene primario ed è, perciò, inevitabile che vi si concentrino grossi interessi economici e il rischio di conflitti d’interesse. E’ quindi irrinunciabile che ognuno di noi sia bene informato così da poter dire la propria come cittadino e, quando capita, come paziente o parente di paziente. Benvenuto quindi a questo libro. (vt)



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