Pubblicato il 30/05/16

Saranno pubblici i compensi ai medici delle industrie farmaceutiche. Ma..davvero?

Il nostro è un Paese che non ha una bella storia coi conflitti d’interessi. Nel settore della sanità, questo rischio è stato finora gestito con un pressapochismo che si fa fatica ad immaginare casuale. Adesso si muove qualcosa e dovremmo finalmente poter sapere se il mio medico o il relatore che vado ad ascoltare ad un congresso prende soldi e da chi, così da poter meglio “interpretare” i suoi consigli, le sue affermazioni, le sue prese di posizione. Ma, in assenza di una specifica normativa di legge, i trucchi e gli escamotage perché ciò non accada possono essere tanti. Speriamo di sbagliarci. (vt)
In sanità il conflitto d’interessi (CI) è identificato come comportamento “sconveniente” rispetto al proprio ruolo professionale o istituzionale. In realtà, il CI è una condizione che si verifica quando esistono relazioni che compromettono l’indipendenza del medico, il cui giudizio professionale riguardante la salute del paziente viene indebitamente influenzato da un interesse economico o di altra natura.

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Autore/i

  • Nino Cartabellotta

    Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

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