Pubblicato il 06/07/15

Studi clinici? Si ma, per favore, utili per i pazienti!

Buona parte della ricerca clinica si basa su studi, detti trial, che testano l’efficacia di diversi trattamenti. I migliori sono i trial "controllati" e "randomizzati". Si dicono controllati quando alcuni pazienti sono trattati con una sostanza inerte, definita placebo, e fungono da “controllo” per meglio valutare i risultati del vero trattamento in corso di sperimentazione e randomizzati perché i partecipanti allo studio sono assegnati in maniera casuale (random) o al gruppo effettivamente trattato con la sostanza che si vuole sperimentare o al gruppo che funge da “controllo”, così facendo, le caratteristiche demografiche e cliniche dei due gruppi saranno simili e non influenzeranno i risultati dello studio. Ma bastano queste precauzioni per rendere utili tutti i trial controllati e randomizzati? No, come leggerete dalla nota odierna. Quindi, siate esigenti se vi si chiede di partecipare come volontari ad un trial, anche se "controllato" e "randomizzato". Partecipare è importante per aiutare il progresso scientifico ma…occhio! Qualche domanda ai ricercatori e poche richieste di garanzie e sarete sicuri di partecipare a trial utili per cui vale la pena offrirsi come volontari. (vt)
I trial clinici controllati e randomizzati costituiscono il gold standard della ricerca per valutare l’efficacia degli interventi sanitari, ma la loro reale utilità è condizionata da sprechi che possono influenzarli negativamente, in quanto possono essere non registrati, interrotti, non pubblicati, distorti o semplicemente irrilevanti.

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Autore/i

  • Nino Cartabellotta

    Nino Cartabellotta (www.ninocartabellotta.it) è medico, specialista in medicina interna e gastroenterologia; si interessa di metodologia con competenze trasversali a tutte le professioni ed i livelli organizzativi del sistema sanitario. Fondatore nel 1996 del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (www.gimbe.org), dal 2010 è presidente della Fondazione GIMBE. E’, inoltre, Direttore Responsabile di Evidence, rivista metodologica open access e Autore del blog “La sanità che vorrei”. 

Letture consigliate

"Perché ci ribelliamo"
di Victor Montori, pubblicato in Italia dal Pensiero Scientifico Editore.

Ho assistito ad un seminario di Montori in Sapienza. Rigoroso e guidato dai dati come deve essere uno scienziato serio ma anche capace di avere un’idea non allineata sull'interpretazione degli studi clinici e sul loro riflesso nella pratica clinica. E, soprattutto, completamente scevro per scelta radicale, da possibili conflitti di interessi. Del tutto inusuale e quindi...interessante da ascoltare e da leggere. (vt)

Conflitti d'interesse e salute
Come industrie e istituzioni condizionano le scelte del medico

La salute è un bene primario ed è, perciò, inevitabile che vi si concentrino grossi interessi economici e il rischio di conflitti d’interesse. E’ quindi irrinunciabile che ognuno di noi sia bene informato così da poter dire la propria come cittadino e, quando capita, come paziente o parente di paziente. Benvenuto quindi a questo libro. (vt)



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