Pubblicato il 15/07/13

La bugia dei test genetici per predire le malattie comuni

La genetica è senza alcun dubbio la branca medica che ha ottenuto più successi nel corso degli ultimi 20 anni. Ormai il genetista è diventato quasi una pop star, richiesto di dire la sua su molti aspetti della medicina. Per esempio l’uso di test genetici per migliorare o per preservare le nostre condizioni è diventato di gran moda e ne parlano tutti. Purtroppo, non sempre nell’interesse del cittadino. Dell’abuso dei test genetici per le classiche malattie genetiche (quelle chiamate mendeliane) abbiamo già parlato nello scorso ottobre (http://www.fivehundredwords.it/argument/it-uso-ed-abuso-dei-test-genetici). Oggi affrontiamo il tema del potenziale uso dei test genetici per predire anche le malattie comuni. (vt)
Negli ultimi anni sono stati identificati molti marcatori genetici (si chiamano polimorfismi e sono nient’altro che piccole differenze inter-individuali nella sequenza del nostro genoma) che si associano a tante malattie comuni a larghissimo impatto sociale quali il diabete, l’infarto del miocardio, l’obesità, l’ipertensione, l’osteoporosi, etc. Ciò ha fatto ipotizzare che questi marcatori siano utilizzabili per predire il rischio di sviluppare le malattie cui sono associati facendo intravedere, conseguentemente, la possibilità di notevoli guadagni tramite la commercializzazione di test predittivi. In effetti, approfittando della quasi totale mancanza di regole e leggi al riguardo, questi test sono già oggi disponibili su richiesta diretta dell’interessato, senza l’intervento del medico.

Leggi l'intero articolo »

Autore/i

  • Vincenzo Trischitta

    Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

    Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

Letture consigliate

Cari scienziati la ricerca non e' spettacolo

Un accorato e condivisibile grido d’allarme rivolto agli scienziati che a causa del COVID-19 sono diventati assidui frequentatori di social media, tv, talk show, spesso senza saper dire “non lo so” e spesso litigando con i propri colleghi che la pensano in maniera diversa. Da sottoscrivere!

Da leggere

EMERGENZA COVID-19: La necessità di una corretta comunicazione da fonti affidabili. Il monito dell’Accademia dei Pazienti e dei Pazienti Esperti EUPATI

Sempre a proposito di informarsi bene in ambito medico, difendendosi da un eccesso di informazione (infodemia) quando non dalle fake news, emerge sempre maggiore la necessità di una corretta comunicazione da fonti affidabili e capita quindi a fagiolo il monito dell’Accademia dei Pazienti Esperti del progetto EUPATI

Da leggere



© 2020 - fivehundredwords.it - Credits
Le immagini a corredo degli articoli riprodotti su fivehundredwords.it provengono da ricerche effettuate su Google Image