Pubblicato il 11/02/19

Sigarette elettroniche: buone notizie ma attenzione ai giovani

Nel 2018 il Public Health England, ente governativo che mira al mantenimento della salute dei cittadini dell’UK, ha pubblicato un report sulle sigarette elettroniche (e-sigarette). All’inizio del mese in corso il prestigiosissimo New England Journal of Medicine pubblica un articolo  di autori inglesi ed americani sull’uso delle e-sigarette per smettere di fumare accompagnato da due editoriali molto accesi. L’argomento, che avevamo già trattato http://www.fivehundredwords.it/post/it-e-cigarettes-si-o-no merita un aggiornamento che sottolinei i dubbi che ancora permangono ma anche qualche certezza per evitare che finisca sottovalutata in mezzo alle guerre di religione che, in presenza di riflessi economici importanti, fanno in fretta a scatenarsi. (vt)
Sia in UK sia in US la prevalenza di fumatori sta diminuendo, aggirandosi intorno al 15%. Tuttavia, il fumo di sigaretta rimane oggi la più importante causa prevenibile di malattie e di morte prematura e una delle più importanti cause di diseguaglianza al diritto alla salute. Pur se la nicotina causa grave dipendenza, il suo uso al di fuori del fumo di sigarette presenta negli adulti rischi modesti per la salute fisica e, se assunta in corso di gravidanza, non sembra danneggiare il feto. In UK e in US la prevalenza dell’uso di e-sigarette negli adulti è circa 5-6% (1% in chi non ha mai fumato), chiaramente più alta della media europea (2%). Il rischio di cancro con le e-sigarette è risibile, essendo largamente inferiore all'1% di quanto riscontrato con le sigarette tradizionali. Inoltre, a oggi, non sono stati riportati rischi per i fumatori passivi, cioè chi vive in ambienti in cui si usano le e-sigarette.

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Autore/i

  • Vincenzo Trischitta

    Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

    Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

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